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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:37

In pensione dal primo luglio

Potranno ritirarsi dal lavoro i dipendenti pubblici e privati che abbiano almeno 57 anni di età e 35 di contributi o in alternativa, a qualsiasi età purché si siano versati almeno 38 anni di contributi
ROMA - Giovedì primo luglio si aprirà la terza finestra dell'anno per l'uscita verso la pensione di anzianità. Così come previsto dalla legge Dini modificata dalla 449/1997 potranno ritirarsi dal lavoro i dipendenti pubblici e privati che abbiano almeno 57 anni di età e 35 di contributi o in alternativa, a qualsiasi età purché si siano versati almeno 38 anni di contributi.

I requisiti per la pensione anticipata dei lavoratori dipendenti devono essere raggiunti al 31 marzo 2004, ovvero almeno tre mesi prima dell'apertura della finestra. Il requisito anagrafico è più basso (56 anni sempre con 35 di contributi) per gli operai, i lavoratori precoci, quelli in mobilità e i dipendenti autorizzati al prepensionamento. Gli anni di contributi necessari per uscire dal lavoro indipendentemente dall'età cresceranno da 38 a 39 nel 2006 per arrivare a quaranta nel 2008.

Per i lavoratori autonomi è possibile andare in pensione di anzianità dal primo luglio 2004 se si hanno almeno 58 anni di età e 35 di contributi. In alternativa si può andare a riposo con quarant'anni di contributi versati, indipendentemente dall'età. Per gli autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti) però sono più lunghi i tempi per la domanda di pensione dal momento che si sono raggiunti i requisiti: l'uscita a luglio per gli autonomi infatti è possibile se si sono raggiunti l'età e i contributi necessari entro il 31 dicembre del 2003 (quindi sei mesi prima).

La domanda può essere inoltrata all'Inps attraverso gli uffici territoriali dell'Istituto di previdenza o gli enti di patronato.

Se il progetto di riforma delle pensioni del Governo sarà approvato (al momento è all'esame della Camera per la terza lettura ma il ministro del Welfare Roberto Maroni ha già ipotizzato la fiducia così come accaduto al Senato) dal 2008 l'età necessaria per l'uscita dal lavoro anticipata rispetto all'età di vecchiaia passerà, sempre avendo almeno 35 anni di contributi, a 60 per i lavoratori dipendenti (andando a coincidere con l'età per l'assegno di vecchiaia per le donne) e a 61 per gli autonomi. L'età crescerà ancora di un anno nel 2010 (61 e 62 rispettivamente) e nel 2014 (62 i dipendenti, 63 gli autonomi). Le donne potranno uscire prima dell'età di vecchiaia (60 anni) avendo versato almeno 40 anni di contributi o comunque a 57 anni ma con la penalizzazione del calcolo contributivo.
Il progetto del Governo prevede anche la riduzione delle finestre dalle quattro attuali (gennaio, aprile, luglio e ottobre) a due (gennaio e luglio). Se quindi adesso per chiedere la pensione di anzianità un dipendente deve aver maturato i requisiti almeno tre mesi prima dell'uscita (e quindi se si è nati subito dopo le date delle finestre il ritardo può arrivare a un massimo di sei mesi) dal 2008 per la pensione di anzianità potrà essere necessario attendere fino ad un anno. Per gli autonomi che ora aspettano almeno sei mesi (che possono salire fino a nove se si era nati a ridosso delle finestre) l'attesa potrà salire fino a un anno e sei mesi. Se infatti un lavoratore autonomo è nato i primi di gennaio dovrà aspettare per ritirarsi il primo luglio dell'anno dopo. Per chi ha versato almeno 40 anni di contributi saranno i decreti delegati a decidere sul numero delle finestre.

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