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In Italia un esercito di bimbi lavora

Sono circa 150.000 i bambini, fra 7 e 14 anni, sfruttati in Italia, oggi la Giornata mondiale contro il lavoro minorile • 10 milioni i piccoli schiavi domestici nel mondo
In Italia un esercito di bimbi lavora
ROMA - Sono circa 150.000 i bambini, fra i 7 e i 14 anni, sfruttati dai grandi nel nostro paese. Ma questo in un quadro internazionale che vede la piaga del lavoro minorile coinvolgere attualmente 246 milioni di bambini in ogni parte del globo, 73 milioni dei quali hanno meno i 10 anni. E' quanto emerge dalla Giornata mondiale contro il lavoro minorile 2004, organizzata dall'Ilo (Ufficio internazionale del lavoro) che nel convegno su «L'impegno dell'Italia per sconfiggere il lavoro minorile» ha presentato l'attuale fase di iniziative istituzionali e sindacali per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo triste fenomeno. «Dobbiamo registrare una volontà nuova da parte del governo e un'attenzione da parte delle forze sociali a non sottovalutare i pericoli del fenomeno in un paese come l'Italia a forte immigrazione e con rilevanti aspetti di lavoro sommerso, vere e proprie insidie per il lavoro minorile», ha spiegato Claudio Lenoci, direttore dell'ufficio Oil per l'Italia. «E' positiva e costruttiva la volontà dei sindacati a riprendere con governo e imrenditori un'iniziativa comune e più efficace. Solo un impegno costante e quotidiano può portare a risultati concreti». Il governo - ha spiegato il sottosegretario al ministero del Welfare, Grazia Festini - «è impegnato su due fronti per combattere il lavoro minorile, che in Italia coinvolge in particolar modo gli adolescenti, da un lato operando per la rimozione delle cause attraverso la riforma della scuola e del mercato del lavoro con lo strumento dell'apprendistato, dall'altro il ministero è impegnato in azioni di repressione e di recupero positivo delle situazioni di criticità attraverso corsi di formazione per il personale dei servizi ispettivi esistenti presso le direzioni provinciali del lavoro». Per la Festini però il lavoro minorile necessita «di un'attenzione particolare che, come tale non può collocarsi esclusivamente all'interno delle normali azioni ispettive verso l'azienda, ma deve collocarsi come momento più complessivo contro il lavoro sommerso e le aree di sfruttamento presenti sul territorio». Degli oltre 150.000 bambini che vengono sfruttati nel nostro paese, secondo gli ultimi dati dell'Istat (che non rileva i bambini rom e i minori stranieri presenti nel nostro paese) oltre 12.000 hanno tra i 7 e i 10 anni, 66.000 dagli 11 ai 13 e i quattordicenni sono poco meno di 70.000.
L'11,4% del totale lavora a casa propria, il 9,6 in case di parenti, il 14,9% in un negozio, il 17,9% in bar, ristorante, albergo, il 14,1% in campagna, il 7,4% in laboratorio ed officina, l'11,8% in fabbrica o cantiere, il 6% in mercato o strada, il 6,4% in altro luogo. Il 59% lavora con genitori e parenti, il 41% con altri. La maggior parte di questi ragazzini viene utilizzata spesso dai genitori in laboratori clandestini, per questo resta difficile la loro individuazione da parte delle forze dell'ordine. I sindacati (Giuseppe Casadio, segretario confederale della Cgil, Gigi Bonfanti, segretario confederali della Cisl e Massimo Di Menna, segretario della Uil-Scuola) hanno chiesto l'immediato ripristino del «tavolo sul lavoro minorile» in quanto - hanno spiegato - il problema non è la disputa sulle cifre, che noi riteniamo più allarmante di quello dell'Istat, ma come operare e fronteggiare un fenomeno che potrebbe altrimenti, nei prossimi anni, colpire il nostro paese che da un lato è fortemente industrializzato ma presenta delle aree di lavoro sommerso e di ritardo, in particolare nel Sud, certamente preoccupanti». Per Confindustria - ha spiegato invece Giorgio Usai - «è necessaria un'alleanza che vede impegnati insieme parti sociali, governo ed espressioni della società civile per ridurre quest'area di illegalità. Da parte nostra le imprese sono sempre più attente a rispettare il diritto dei minori».

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