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Marchionne racconta la "sua" Fiat

A 24 ore dalla nomina ufficiale, il nuovo amministratore delegato, Sergio Marchionne, conferma la sua volontà d'accelerare il piano di rilancio del Lingotto
GINEVRA - Il piano di rilancio del Lingotto va proseguito e accelerato, a partire dal settore auto, perchè «è necessario ricreare una Fiat competitiva». A 24 ore dalla nomina ufficiale, il nuovo amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che oggi ha partecipato a Ginevra alla presentazione del suo sostituto alla Sgs, Werner Pluss, ha confermato in terra elvetica la sfida del risanamento lanciata ieri a Torino insieme a Luca Cordero di Montezemolo e John Elkann.
«La Fiat - ha detto il manager italo canadese all'Ansa - ce la farà. Che abbia perso per qualsiasi ragione l' abilità di competere sono problemi storici. Io guardo al futuro e sono convinto che le capacità ci sono. Il mio obiettivo, quello di Luca e di Jaki è di ricreare la competitività della Fiat. La famiglia Agnelli l'ha detto chiaramente. Si è unita intorno all' obiettivo ed ha fatto scelte di leadership molto chiare».
Marchionne ha ribadito che i nuovi vertici «non hanno intenzione di abbandonare il completamento del piano di rilancio». «Bisogna farlo assolutamente - ha spiegato - in quali dettagli e in quale maniera lo dobbiamo finalizzare. Ho bisogno di capire meglio le condizioni della società. Anche se ero già coinvolto nel cda, le mie opinioni erano molto più a livello generale. Devo entrare nell' azienda e lavorare sodo. E' questa - ha precisato - una delle mie caratteristiche che porto alla Fiat. Sono uno che lavora molto».
Sbrigate le ultime pratiche svizzere, Marchionne, che oggi ha anche fatto un breve saluto ai dipendenti della Sgs, domani sarà a Torino per un ulteriore contatto con la realtà Fiat, ma il «D-Day» ufficiale della sua nuova avventura sarà lunedì. «Dalla prossima settimana - ha detto - cercherò di capire le persone che vi sono all' interno della Fiat. Le voglio vedere dal punto di vista operativo con tutta la loro squadra per capire che tipo di team hanno e come lo dirigono. Io - ha aggiunto - sono la riflessione della qualità del mio team. Al momento non ho nessuna opinione su nessuna persona. A me interessa capire come si muovono». Parlando sulla possibilità che alcuni manager possano essere cambiati, Marchionne ha detto: «Come ho fatto in Sgs farò in Fiat. In Svizzera prima di farlo ci abbiamo messo 90 giorni e poi abbiamo continuato a migliorare la qualità della squadra pezzo per pezzo».
Tra un top manager e l' altro, il nuovo amministratore delegato del Gruppo Fiat cercherà di avere anche i primi contatti personali con i rappresentanti delle banche che hanno concesso al Lingotto il prestito convertendo da 3 miliardi di euro in scadenza nel 2005. «Con le banche i rapporti sono buoni - ha precisato Marchionne - le ho già sentite informalmente. Lunedì come ho già detto si comincia, ma al momento non c' è nulla di fissato con le banche. Mi hanno lasciato qualche giorno di tranquillità».
Un altro appuntamento molto delicato sarà quello di fine mese a Detroit, dove si svolgerà il secondo dei quattro incontri annuali del comitato guida italo-americano nato dall' intesa siglata nel marzo del 2000 tra la Fiat e la General Motors. Per Marchionne sarà l' esordio davanti a Richard Wagoner, numero uno della Gm, con cui inevitabilmente si confronterà, oltre che sull' alleanza industriale, anche sull' opzione put in scadenza il prossimo 15 dicembre. «Con Gm - ha confermato oggi a Ginevra l' ad del Lingotto - continueremo a lavorare sul problema del put. E' estremamente delicato, non conosco ancora perfettamente tutti i dettagli della trattativa».
A Ginevra Sergio Marchionne ha poi rivelato che il suo arrivo alla Fiat «è stato un approccio combinato». «C' è stato - ha spiegato - un intervento sia da parte della famiglia Agnelli che del consiglio d' amministrazione. Non posso però dire nulla di più. Per me - ha aggiunto - è stata una vera sorpresa. La rapidità di cambiamenti avvenuti a Torino la scorsa settimana sono stati sorprendenti. La reazione della famiglia, del cda e mia erano tutte cose da non prevedere 10 giorni fa. Ovviamente anche la scomparsa di Umberto Agnelli con quella rapidità era una cosa che non si aspettava nessuno».
Parlando infine dei nuovi modelli della Casa torinese, l' amministratore delegato del Gruppo Fiat ha detto di essere affascinato dalla Fiat Idea e dalla Lancia Ypsilon e che l' Alfa Romeo Crosswagon «è molto interessante perchè fa parte di un mercato dove la Fiat non ha mai avuto accesso». «Una delle cose che comunque non voglio fare, nonostante sia un grande appassionato di macchine - ha concluso Marchionne - è quella di indirizzare i nostri tecnici e i nostri designatori sui nuovi modelli. Io posso solo dare la mia opinione. Non sono quello che dice: domattina inventiamo questo o quello. Non lo sono mai stato e non lo farò mai. Abbiamo dei professionisti nella squadra e toccherà a loro».
Claudio D'Amico

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