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Petrolio - Si lavora per stabilizzare il prezzo

Greggio in rialzo verso i 41 dollari a barile alla riapertura dei mercati a New York dopo gli attacchi terroristici in Arabia Saudita. L'Opec potrebbe aumentare le quote
Il mercato del petroli è alla ricerca di una stabilizzazione. Greggio in rialzo verso i 41 dollari a barile alla riapertura dei mercati a New York dopo gli attacchi terroristici in Arabia Saudita. Nelle contrattazioni after hours di ieri sera a New York, il greggio con consegna a luglio è stato quotato infatti 40,80 dollari a barile contro i 39,63 dollari della chiusura di venerdì a New York. Il rialzo è legato ai timori per nuovi attacchi del terrorismo che potrebbero colpire gli impianti di produzione.
Proprio per evitare impennate si sta pensando di intervenire sulla produzione. Nella riunione in programma giovedì 3 giugno, l'Opec potrebbe decidere non solo di aumentare le quote di produzione di greggio per frenare i prezzi, ma addirittura di sospenderle temporaneamente. Lo dice il rappresentante dell'Iran presso l'organizzazione, Hossein Kazempour Ardebili, citato oggi dalla stampa del suo Paese.
Ardebili ha detto che la misura più probabile è un aumento di uno o due milioni di barili al giorno, ma misure anche più drastiche potrebbero essere appunto decise.
Il ministro del petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, ha più volte assicurato che il suo Paese non si oppone ad un aumento della produzione, come proposto dall'Arabia Saudita, ritenendolo «un segnale positivo» per i mercati. Ma ha anche aggiunto che non è possibile prevedere se questa decisione sarà efficace, poiché già oggi sul mercato esiste un surplus di offerta di due milioni di barili al giorno e l'aumento dei prezzi sembra determinato più dalle tensioni politiche in Medio Oriente che da una logica di domanda e offerta.
L'Iran è il secondo produttore di petrolio nell'Opec e il quarto al mondo.

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