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Fazio: vola il deficit pubblico. L'ira di Tremonti

Non va giù al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, l'analisi dei conti pubblici fatta dal governatore della Banca d'Italia («il deficit corre verso il 3,5%»). Fazio, però, incassa l'approvazione dell'ex-nemico Francesco Cossiga e del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo
ROMA - Il deficit pubblico corre verso il 3,5%. Per riportarlo sotto la soglia del 3% servirà una correzione, una manovra finanziaria, che il governo non esclude di adottare nella seconda parte dell' anno. Si tratta, in soldoni, di 6-7 miliardi di euro. Ma questo servirà per correggere i conti pubblici mentre per l' annunciato calo delle tasse «si dovranno reperire le risorse aggiuntive necessarie».
Il governatore della Banca d' Italia Antonio Fazio fa il check up sui conti pubblici italiani. Ma a stretto giro di posta il ministro dell' Economia Giulio Tremonti replica con un intervento televisivo alla trasmissione Batti e Ribatti su RaiUno. «Tutti gli anni di questa stagione - dice - si fanno previsioni di questo tipo. Poi l' Italia ce la fa sempre. Ce l' abbiamo fatta negli anni scorsi. Ci siamo impegnati e pensiamo di farcela anche quest' anno». E parlando dell' Europa aggiunge: «noi rispettiamo i patti». Del resto anche il ragioniere generale dello Stato, Vittorio Grilli conferma che il ministero è «vigile sui conti» mentre altri rappresentanti del Governo - da Maroni a Marzano - negano la necessità di una manovra Bis. «Una Manovra bis sui conti pubblici in linea di massima direi che non è necessaria», dice il ministro delle Attività Produttive.
L' analisi del governatore è dettagliata: parte dall' andamento dell'economia, si trasferisce ai conti pubblici e delinea anche il passaggio che il governo deve affrontare per ridurre le tasse agli italiani. Si tratta di un passaggio stretto tra l' incudine di un Pil che si fermerà attorno all' 1% e il martello di un deficit che non risente solo della congiuntura ma anche di andamenti di fondo dei conti, corretti solo parzialmente dalle misure temporanee.
L' economia italiana - dice Fazio - viaggia «al di sotto di quella potenziale». Il volano delle infrastrutture non ha funzionato appieno ("ne va accelerata la realizzazione"; «l' apporto della spesa è stato inferiore alle aspettative") e la produzione industriale calerebbe, in base alle prime stime, anche ad aprile e maggio. Così nel 2004 il Pil si dovrebbe chiudere attorno all' 1% e , solo «in un contesto internazionale favorevole, l' aumento del prodotto nazionale può risalire al 2% nel 2005».
Il deficit risente della congiuntura ma - aggiunge Fazio - «anche della mancata correzione degli andamenti di fondo che divaricano la crescita delle spese primarie correnti e quella delle entrate tributarie e contributive». Ecco allora il fabbisogno di cassa che nei primi cinque mesi di quest' anno balza a 48 miliardi rispetto ai 37 del 2003: 11 miliardi in più. Una manovra correttiva appare allora alle porte.
«Il governo - afferma il governatore - non esclude la possibilità di provvedimenti di contenimento degli squilibri di bilancio nella seconda metà dell' anno». Fazio fa anche i conti. «In assenza di correzioni l' indebitamento netto eccederà il 3 per cento; potrebbe portarsi fino al 3,5% del prodotto». In pratica la «correzione» dovrebbe essere di almeno mezzo punto di Pil, tra i 6 e i 7 miliardi di euro. E c'è poi il 2005. «Per il venir meno dei provvedimenti di carattere temporaneo - dice il governatore - nel 2005 l' indebitamento si situerebbe intorno al 4% del prodotto». Anche in questo caso la sostituzione delle misure una tantum, più volte richiesta nel suo intervento da Fazio, richiederebbe un intervento di almeno un punto di Pil: 13 miliardi di euro.
Ci sono poi le tasse. «Una abbassamento della pressione fiscale - spiega il governatore - deve trovare fondamento in una riduzione delle spese correnti in rapporto al prodotto: si richiedono una razionalizzazione dell' attività della pubblica amministrazione e un aumento dell' efficienza dei servizi pubblici». Non viene citato il taglio degli incentivi alle imprese. In ogni caso Fazio spiega che per il calo delle tasse tasse «si dovranno reperire le risorse aggiuntive necessarie per proseguire lungo il sentiero di riduzione più volte richiamato nei documenti ufficiali». Non bisogna però fare ricorso al disavanzo per sostenere la domanda interna: un ostacolo in questo senso è rappresentato proprio dai conti pubblici e dal volume del debito e «l' effetto positivo connesso con il maggio reddito disponibile nel settore privato verrebbe superato da quello negativo derivante dall' ulteriore aumento del debito».
Il governatore si sofferma anche su altri aspetti. Afferma che il gettito della riapertura dei condono fiscali è stato «superiore alla previsioni» mentre «elementi di rischio vi sono per il condono edilizio». Segnala poi un aumento della spesa sanitaria e previdenziale. E dice: «Le riforme del sistema previdenziale, della sanità e della finanza degli enti locali hanno inciso sugli squilibri, ma non a sufficienza: vanno completate». C'è poi l' avanzo primario sceso al 2,9 che non aiuta il calo del debito pubblico che «rimane molto alto» e sul quale si addensa il rischio di un aumento dei tassi. «La congiuntura monetaria internazionale ha consentito la riduzione del costo per interessi; il ritorno a livelli normali dei tassi inciderà sul disavanzo».
Corrado Chiominto

PER SAPERNE DI PIU'
I dettagli dell'intervento di Antonio Fazio

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