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Record italiano tra gli olii dop

Il settore ha una valenza strategica e grande rilevanza economico sociale soprattutto nelle aree meridionali, per le quali è vero e proprio «oro verde» • Assoproli di Bari vince premio pubblicitario Agorà
ROMA - Con 30 denominazioni di origine e indicazione geografica protetta già riconosciute dall' Unione europea e altre sei in corso di registrazione, l'Italia detiene, in campo europeo, la maglia rosa delle Dop nel settore dell'olio di oliva. A tracciare il quadro della produzione dei consumi dell'«oro verde» è stata oggi l'Unaprol nel corso della 29/a assemblea generale in corso a Roma.
Dai dati diffusi dall'Unaprol risulta che i consumatori italiani preferiscono acquistare i prodotti di cui conoscono la storia e sono disponibili a pagare anche il 120% in più per un olio extra vergine a denominazione di origine protetta, rispetto ad altri oli di oliva che non offrono sufficienti garanzie di informazione in termini di origine e di tracciabilità. Gli italiani acquistano il 30% dell' olio di oliva allo stato sfuso, mentre il 70% è rappresentato dalla categoria del confezionato. Di quest' ultima, il 90% circa riguarda acquisti della categoria olio extra vergine di oliva.
Dal rapporto sullo scenario economico, elaborato sui dati Coi, emerge che il 70% circa di tutto l'olio di oliva importato negli Stati Uniti è italiano. Questo anche se cresce la competitività della Spagna che, sempre sul mercato americano, è passata negli ultimi dieci anni, grazie a notevoli investimenti, dall'11% al 17%.
«In Italia - ha sottolineato il presidente dell'Unaprol, Nicola Ruggiero - il settore ha una valenza strategica e grande rilevanza economico sociale soprattutto nelle aree meridionali: il valore della produzione a prezzi base supera i due miliardi di euro e l' 87% di questa ricchezza proviene dalle regioni del Mezzogiorno».

Per quanto riguarda il quadro mondiale, la campagna 2002/2003 si chiude con un saldo negativo della bilancia commerciale di olio d'oliva di oltre 205.000 tonnellate, dato in parte compensato dal volume delle esportazioni che, nello stesso periodo, hanno superato le 181.000 tonnellate.
Dai dati emerge un aumento i consumi che, nella campagna 2003/2004, dovrebbero attestarsi intorno ai 2,7 milioni di tonnellate. In Europa la crescita dei consumi è stimata al 3,6% annuo. Germania e Francia guidano rispettivamente con il 12,6% e il 9% la classifica dei Paesi dell' Unione europea con il più alto tasso di crescita dei consumi, ma è il Giappone, con un tasso di variazione media composta del 19% annuo, il Paese dove si sono registrati i maggiori incrementi di consumo di prodotto.
Dai dati Ismea, elaborati nel rapporto Unaprol, si rileva una leggera ripresa dei prezzi di vendita del prodotto all'origine che, alla fine di marzo, era scambiato a non meno di 2,90 euro il litro.
La produzione mondiale per la campagna 2003/2004 dovrebbe attestarsi intorno ai 2,8 milioni di tonnellate. Al primo posto la Spagna che, secondo le previsioni, dovrebbe superare 1,3 milioni di tonnellate, seguita da Italia e Grecia, rispettivamente con 600.000 e 370.000 tonnellate.

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