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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:13

Caro-petrolio, Marzano convoca vertice

Il ministro delle Attività Produttive ha convocato i vertici dell'Authority per l'Energia, quelli del Grtn, i responsabili della Borsa Elettrica e quelli dell'Acquirente Unico
Caro-petrolio, Marzano convoca vertice
ROMA - Il Governo accende i riflettori sul caro-bollette: il ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano ha infatti convocato oggi, a sorpresa, i vertici dell'Authority per l'Energia, quelli del Grtn, i responsabili della Borsa Elettrica e quelli dell'Acquirente Unico.
Obiettivo della riunione fare il punto ed esaminare una situazione che rischia di diventare incandescente non solo per le tasche delle famiglie italiane, già alle prese con il caro-carburante, ma per l'intera economia a cominciare dall'inflazione. Un vero e proprio vertice, quello che ha visto il ministro chiamare in tarda mattinata a raccolta i responsabili del settore, che arriva alla luce dell'allarme scattato nelle ultime settimane: il caro petrolio, associato ai nuovi meccanismi di formazione del prezzo della luce determinati dalla Borsa elettrica, dovrebbe far crescere le bollette degli italiani - ha confermato il Ministro - del 2% già nel prossimo trimestre di riferimento, quello che partirà il primo luglio. Un incremento che comunque - tiene a precisare lo stesso ministero - è inferiore a quello che si sta registrando per gli altri prodotti dell'energia.
Secondo quanto si è appreso nella riunione di oggi è arrivato dai tecnici qualche segnale rassicurante. O perlomeno in grado di ridimensionare l'emergenza-aumenti: i prezzi all'ingrosso che si sono formati in Borsa nel suo primo mese di funzionamento hanno infatti mostrato un aumento del 14% rispetto ai valori pre-mercato. Ma a maggio, almeno nelle prime settimane, l'andamento rialzista - sarebbe stato riferito durante la riunione, secondo quanto si è appreso da fonti presenti - sembrerebbe ridimensionato. Come dire: il problema c'è ed è principalmente legato al greggio che sui prezzi di Borsa si scarica immediatamente. Ma dovrebbe ridimensionarsi, in termini di aumento sulle prossime bollette, ad un 2%. Per sapere come, se e di quanto aumenteranno bisognerà dunque aspettare. Almeno fino a fine mese per conoscere le medie di Borsa di maggio. E, in questa direzione, il Ministro avrebbe riaggiornato il vertice di oggi a fine mese.
Di certo c'è comunque che le bollette italiane restano le più care d'Europa, del 22% secondo gli ultimi dati disponibili. E che nonostante gli annunci di un calo con l'avvio della Borsa elettrica anche i prezzi che si formano nelle contrattazioni del mercato energetico sono più alti di quelli registrati nelle altre piazze europee: 57 euro al mwh il prezzo medio dell'ultima settimana in Italia, 31 in Francia, 37 in Germania, 26 in Spagna e 46 euro in Olanda. Le bollette della luce, nel 2003, sono già salite ad un ritmo ben superiore all'inflazione, mettendo a segno - secondo gli ultimi dati del Governo - un incremento del 2,9% contro un rialzo del costo della vita al 2,7%. Nonostante un primo semestre «tranquillo» (il primo trimestre si è chiuso con luce ferma e gas in calo del 2,4% mentre il secondo ha visto l'elettricità calare dell'1% ed il metano restare stabile), per i prossimi mesi la situazione si preannuncia così difficile. Nel prossimo aggiornamento trimestrale - a valere dalle bollette di luglio - potrebbe infatti scaricarsi non solo la fiammata del petrolio, ma anche l'effetto borsa elettrica.
Il Ministero, intanto, spiega al termine del vertice di oggi che «l'esperienza di queste settimane mostra che la borsa elettrica sta funzionando bene con un'ampia partecipazione di produttori: le transazioni coprono oltre un terzo della domanda nazionale di energia elettrica (gli altri due terzi sono trattati in contratti bilaterali) e di conseguenza il prezzo al consumatore è una media ponderata degli acquisti ai prezzi di borsa, dove si concentra l'offerta più costosa, e i prezzi dei contratti bilaterali che coprono la base dei consumi e sono quindi meno costosi». E' stato comunque «osservato che specialmente in alcune zone del Paese e durante alcune ore della giornata i prezzi espressi dalla borsa elettrica tendono ad essere elevati». A questo effetto contribuiscono - ha spiegato oggi il ministero - sia la «scarsità di capacità di generazione elettrica, sia i forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche sui mercati internazionali».

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