Cerca

Confermato Greenspan a capo della Fed

Dopo aver strappato il suo quinto mandato ai vertici dell'istituto di Washington presiederà per altri quattro anni la Banca Centrale degli Stati Uniti
NEW YORK - A settantotto anni, gli ultimi quindici dei quali passati alla guida della Federal Reserve, Alan Greenspan siederà per altri quattro anni sullo scranno più alto della la Banca Centrale degli Stati Uniti.
Il presidente della Fed e, per molti, il secondo uomo più importante nella scala gerarchica americana, ha strappato il suo quinto mandato ai vertici dell'istituto di Washington, ennesimo capitolo di una vita che lo ha visto passare dalla musica jazz alla Borsa, alla gestione dell'economia americana, scandendo i tempi della crescita e della contrazione dell'intera finanza internazionale.
Newyorchese di ferro, nato il 6 marzo del 1926 a Washington Heights, uno dei quartieri di Manhattan, Greenspan - prima di dedicare la sua vita ai numeri - scopre la magia della musica studiando (subito dopo le scuole superiori) clarinetto e saxofono presso la Julliard School, celeberrimo conservatorio della Grande Mela, e poi girando il Paese, per un intero anno, con la Henry Jerome Band, formazione di musica jazz particolarmente nota a livello nazionale.
Una passione - quella della musica - affiancata dall'interesse per la finanza e l'economia, materia in cui Greenspan si laurea con lode nel 1948 dopo avere frequentato la New York University's School of Commerce.
Nel 1950 - interrompendo gli studi per il dottorato che gli verrà poi conferito nel 1977 - il numero uno della Federal Reserve fonda la società di consulenza finanziaria Townsend- Greenspan di cui sarà presidente fino agli anni '80 inoltrati quando, alla carriera di consulente, Greenspan ha affiancato quella politica.
L'ingresso nelle stanze del potere - che non ha più lasciato - risale al 1967, anno in cui Greenspan svolge il ruolo di direttore per le ricerche politiche interne durante la campagna presidenziale del repubblicano Richard Nixon per il quale sarà presidente del consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca dal settembre 1974.
Un apprendistato formidabile che lo porterà ad affinare una innata capacità di navigare spedito sulle onde della politica, da qualunque parte esse provengano. Nella sua lunga reggenza nelle stanze della Federal Reserve, infatti, il numero uno della Banca centrale ha visto succedersi tre presidenti repubblicani, Ronald Reagan, George Bush Senior e George W. Bush e un democratico, Bill Clinton: nessuno di loro ha mai criticato l'operato del 'Grande Vecchiò, sempre saldamente al timone dell'economia a stelle e strisce.
A livello cronologico il salto decisivo, Greenspan lo compie nell'agosto del 1987 con la nomina a presidente della Federal Reserve (in sostituzione del dimissionario Paul Volcker) da parte dell'allora presidente Reagan. Da quel momento l'economista newyorchese diventa una delle figure più note a livello planetario, gestendo con accuratezza la recessione del 1987 - quella del venerdi nero con l'indice Dow Jones capace di perdere 508 punti in una sola seduta - e poi la ripresa fino agli exploit del 1998 supportando le teorie economiche dell'amministrazione Clinton capaci di regalare all'America il più basso tasso di disoccupazione negli ultimi 24 anni, il più basso tasso di inflazione negli ultimi 11 e una fiducia dei consumatori ai livelli più alti degli ultimi 30.
Un periodo in cui Greenspan aveva invitato i cittadini americani - esaltati dal boom della new economy - a stare in guardia da quella che definì «euforia irrazionale», prima di suonare l'allerta per i cambiamento portati dagli anni 2000, quelli degli scandali finanziari e della «avidità contagiosa» dei manager celebrati nel decennio precedente. Mesi durante i quali la Federal Reserve ha abbassato i tassi di interesse fino all'1% (la quota più bassa degli ultimi 46 anni) per aiutare la ripresa dell'economia a stelle e strisce dalla recessione del 2001, chiamata a fronteggiare, adesso i rischi connessi a una possibile stagione deflazionistica.
Sposato due volte, - la prima, per un solo anno con la pittrice Joan Mitchell nel 1952 e la seconda con la responsabile delle news della rete televisiva Nbc, Andrea Mitchell nel 1997 - Greenspan era atteso all'ennesima riconferma. Il presidente Bush, però, lo ha fatto penare più del dovuto: il quinto mandato a capo delle Fed gli è stato comunicato, infatti, a meno di sei settimane dalla scadenza del quarto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400