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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:32

Turismo in Puglia: un lilliput in crescita

La Regione è l'ultima per le risorse destinate al turismo. Dati Istat per il 2003 avevano evidenziato la crescita del Sud
BARI -«Il turismo pugliese è piccolo, ma crescerà, insomma è un lillipuziano in crescita. I dati parlano di un'incidenza quasi trascurabile nell'industria turistica nazionale, ma sembrano ampiamente migliorabili. I dati illustrati nella ricerca sul turismo in Puglia ed in Italia: «Il sistema turistico pugliese 1981-2000», realizzata da Leonardo Rubino e presentata in Consiglio regionale dal presidente della commissione sviluppo economico Franco Pirolo e dal vicepresidente Antonio Maniglio parlano di 130 milioni di presenze turistiche registrate in Puglia nei vent'anni presi in considerazione, a fronte di quasi 5 miliardi e 300 milioni di turisti che hanno «girato» l'Italia nel periodo in questione.
«Il territorio pugliese è stato quindi interessato da flussi piuttosto modesti: appena il 2,4 % del dato nazionale - hanno messo in risalto Pirolo e Maniglio, commentando il lavoro di Rubino - inoltre solo un microscopico 0,8 % delle presenze straniere in Italia si à indirizzato verso la regione».

Quanto al sistema ricettivo, nel periodo esaminato la Puglia ha detenuto il 4,6% dei posti-letto disponibili in Italia, mentre gli esercizi ricettivi rappresentavano l'1,7% nel panorama nazionale. «A fronte del peso modesto del sistema turistico pugliese nel contesto nazionale - ha notato l'autore della ricerca - vanno sottolineati i più che positivi tassi di crescita nel corso degli anni. Infatti le presenze totali risultano quasi raddoppiate, mentre quelle degli stranieri sono più che triplicate».
Altri elementi emersi dallo studio evidenziano l'esiguità delle presenze in albergo (appena il 2% del comparto in Italia). Sensibilmente maggiori (3,3%) quelle registrate nelle strutture extra-alberghiere che rappresentano oltre due terzi delle disponibilità ricettive pugliesi. Note dolenti anche per la stagionalità delle presenze: si concentrano per ben il 56 % nei mesi di luglio-agosto (in Italia il 41% nello stesso arco stagionale). Ulteriore elemento di debolezza la scarsa utilizzazione del patrimonio ricettivo, che tende peraltro a peggiorare, in controtendenza rispetto ai dati nazionali.
Solo il 13% dei turisti stranieri proviene da altri continenti. Origine europea per l'87%, in buona parte tedeschi (oltre il 41%, circa 6 milioni e mezzo). Nettamente distanziati, con percentuali a una cifra, svizzeri ed austriaci, francesi, americani e britannici.
La ricerca è completata da una rapida analisi delle risorse finanziarie che Regioni e Comuni impegnano a favore del turismo. «La Puglia - scrive Leonardo Rubino - è l'ultima per le risorse destinate al turismo e la situazione non migliora di molto se si prendono in considerazione i dati relativi agli impegni dei Comuni: in questo risulta quartultima».
Intanto, come ha osservato Maniglio, «l'Agenzia regionale per il turismo non decolla, resta in piedi il vecchio sistema delle Apt, commissariate da anni e senza risorse». Il presidente Pirolo ha ricordato la legge quadro per il turismo e le novità della disciplina di settore, come le norme sul bed and breakfast. Ha sottolineato l'esigenza di far decollare una sinergia virtuosa tra agricoltura e turismo, vera carta vincente per lo sviluppo della Puglia.

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