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Sabato 21 Ottobre 2017 | 08:43

Salvataggio Alitalia, c'è l'accordo

Ruolo attivo del sindacato nella stesura del nuovo piano industriale e decreto sui requisiti di sistema. Sono questi i due emendamenti richiesti dai sindacati inseriti nella bozza finale dell'accordo sull'Alitalia siglato con il governo. E' Giancarlo Cimoli il nuovo presidente-amministratore delegato
ROMA, 6 maggio 2004 - Giancarlo Cimoli capo di Alitalia con tutti i poteri. Marco Staderini, attuale presidente Inpadp (in quota Udc) e Piero Ciucci, oggi amministratore delegato della società Ponte di Messina alle Ferrovie. Giuseppe Bonomi (quota Lega) e Marco Zanichelli (An), rispettivamente presidente e amministratore delegato di Alitalia, a casa. Si conclude così, con un colpo di bacchetta magica maturato nella notte il nodo del settore trasporti in Italia.
Trovano un capo le due principali holding del settore in Italia.
Ma soprattutto l'asse di ferro tra i ministri Letta e Tremonti trovano una soluzione per Alitalia. I sindacati, dopo dieci giorni di protesta abbassano le bandiere: si impegnano a impedire nuovi scioperi all'Alitalia. Solo il Cub resiste annunciando un'astensione dal lavoro per il 17 maggio. Bisognerà vedere quanti lavoratori aderiranno. I sindacati hanno detto sì e hanno firmato il piano di accordo proposto dal governo per superare la crisi di Alitalia.
«Ora l'azienda dovrà elaborare un nuovo piano industriale congruo e finalizzato allo sviluppo», ha detto il segretario generale della Uilt Sandro Degni, sottolineando che non è stata per ora fatta alcuna quantificazione di un eventuale numero di esuberi che potrebbe derivare dal nuovo piano. Grazie a questo accordo, in ogni caso, dovrebbero terminare le agitazioni nel settore del trasporto aereo: «Credo e mi auguro che da ora si tornerà a volare. I lavoratori capiranno lo sforzo che è stato fatto in questi giorni», ha concluso Degni.
Marco Veneziani della Uilt ha detto che, nel corso dell'incontro con i sindacati, il ministro Giulio Tremonti «ha riferito che oggi il cda si dimette, si dimetteranno il presidente e l'amministratore delegato. Verranno cooptati due nuovi consiglieri e verrà subito nominato il nuovo amministratore delegato».
Il piano del governo_è stato presentato, nel corso della riunione ristretta con i sindacati, dal vicepremier Gianfranco Fini. Sulla nomina di Cimoli si è ricompattata anche l'opposizione. Parole di apprezzamento sono arrivate dall'ex ministro dell'Industria Bersani e dal segretario dei Ds, Piero Fassino. I sindacati hanno accettato sulla base di un documento molto impegnativo. In cinque punti: 1) Affrontare la fase di emergenza con soluzioni che garantiscano la continuità aziendale e quindi l'approvazione del bilancio 2003;
2) definire un nuovo progetto industriale finalizzato alla crescita del gruppo Alitalia secondo un modello analogo a quello proprio delle compagnie europee di riferimento, ivi compreso un coerente riassetto organizzativo e societario, con focalizzazione sul core business;
3) ricapitalizzazione aperta al mercato attraverso un nuovo assetto proprietario con la partecipazione di investitori privati;
4) il ruolo dell'azionista pubblico, essenziale nella prima fase di transizione, potrà comunque esprimersi, ad ogni livello, solo in termini di reale economicità e di piena compatibilità con le norme di legge interne e con le regole europee.
5) per realizzare quanto sopra - conclude il documento - abbiamo chiesto le dimissioni del cda e verrà nominato un nuovo presidente amministratore delegato con tutte le deleghe, assistito da un consiglio di amministrazione ridotto.

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