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Martedì 19 Settembre 2017 | 19:18

I contratti d'inserimento e benefici contributivi

Il contratto d'inserimento rappresenta una nuova tipologia contrattuale, introdotta dal Decreto Legislativo n. 276/2003 diretta a realizzare l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro di soggetti inoccupati
I datori di lavoro che stipulano contratti di inserimento, hanno diritto, per la durata dei contratti stessi, a particolari riduzioni contributive. Il contratto d'inserimento rappresenta una nuova tipologia contrattuale, introdotta dal Decreto Legislativo n. 276/2003 (articoli da 54 a 59), diretta a realizzare l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro di soggetti inoccupati, mediante progetti individuali d'adattamento delle competenze possedute dal lavoratore ad un determinato contesto lavorativo.
I contraenti
I contratti d'inserimento possono essere stipulati da Enti pubblici economici; da gruppi d'imprese; da associazioni professionali, socioculturali e sportive; da fondazioni; da Enti di ricerca pubblici e privati e da organizzazioni e associazioni di categoria, con soggetti d'età compresa tra i 18 e i 29 anni; con lavoratori disoccupati di lunga durata (cioè da più di 12 mesi) d'età compresa tra 29 e 32 anni; con lavoratori ultracinquantenni, privi d'occupazione; con soggetti che non lavorano da almeno 2 anni e che desiderano riprendere l'attività; con donne residenti in aree geografiche con elevato tasso di disoccupazione femminile e con soggetti gravemente handicappati.
Durata dei contratti
I contratti d'inserimento hanno una durata non inferiore a 9 mesi e non superiore a 18, elevabili a 36 mesi, se l'assunzione riguarda soggetti affetti da grave handicap fisico, psichico o mentale.
Le agevolazioni contributive
Il decreto276 ha previsto agevolazioni contributive per i datori di lavoro che stipulano contratti d'inserimento o di reinserimento con tutte le predette categorie di lavoratori (ad esclusione dei soggetti d'età compresa tra 18 e 29 anni) che sono riconosciute per l'intera durata del contratto e consistono in una riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali posti a carico del datore di lavoro. Riduzioni che variano a seconda della tipologia del datore di lavoro e della sua ubicazione geografica.
In particolare viene operata una riduzione della contribuzione in misura pari al 25%, per i datori di lavoro che non hanno la natura di impresa, ubicati nel centro-nord d'Italia e del 50%, in favore di quelli residenti nelle aree del Mezzogiorno; del 25% per le Imprese del centro-nord, mentre, per quelle che operano nelle are del Mezzogiorno, la riduzione consiste nel versamento della contribuzione in misura pari a quella in vigore per gli apprendisti. La riduzione della contribuzione è, inoltre, del 40%, per le imprese commerciali e per quelle turistiche che occupano più di 15 dipendenti, ubicate nel centro-nord, mentre per quelle del sud consiste nel pagamento della contribuzione in misura fissa, pari a quella dovuta per gli apprendisti; per le aziende artigiane, infine, la contribuzione è sempre dovuta nella misura fissa in vigore per gli apprendisti, dovunque siano ubicate.
Adolfo de Mattia

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