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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:34

Le Poste Italiane quadruplicano l'utile netto

L'attivo contenuto nel bilancio approvato dal Cda si è attestato a 90,3 milioni di euro, a fronte dei 21,6 milioni registrati nel 2002. In crescita anche i ricavi totali che hanno raggiunto gli 8,150 miliardi di euro
ROMA, 4 maggio '04 - Quadruplica l'utile netto consolidato di Poste Italiane nel 2003. L'attivo contenuto nel bilancio approvato dal Cda si è attestato a 90,3 milioni di euro, a fronte dei 21,6 milioni registrati nel 2002. In crescita anche i ricavi totali che hanno raggiunto gli 8,150 miliardi di euro, con un miglioramento del 5,1% rispetto ai 7,756 miliardi di un anno prima. I ricavi da mercato hanno invece toccato i 7,444 miliardi con un incremento del 6,1%. A salire è anche il margine operativo lordo, che ha segnato quota 1,175 miliardi, con un balzo del 46%. Il risultato operativo è schizzato del 78,2%, con un risultato positivo netto di 438 milioni, dopo aver coperto ammortamenti per 530 milioni e accantonamenti a fondi oneri e rischi per 208 milioni. Negativo per 105 milioni, invece, il saldo della gestione finanziaria e straordinaria: un risultato determinato da oneri finanziari netti per 187 milioni e da proventi straordinari netti per 82 milioni.
Quanto alla capogruppo Poste Italiane Spa, l'utile netto è risultato pari a 55,5 milioni di euro, con una crescita del 23%. I ricavi totali sono aumenti del 4,8% a 7,739 miliardi. I ricavi di mercato sono stati pari a 7,033 miliardi, con un miglioramento del 5,9%. Il risultato ha beneficiato innanzitutto dell'importante sviluppo dei ricavi BancoPosta (+13,3%). Positivi anche i servizi postali, che hanno visto salire volumi e ricavi dell'1,5%. Il margine operativo lordo ha raggiunto di 1,093 miliardi, con un miglioramento del 47% sul 2002.
In una conferenza stampa, il presidente Enzo Cardi non ha nascosto la propria soddisfazione per il secondo utile netto consecutivo messo a segno dal gruppo.
«Nessun trionfalismo, ma non è stato facile», ha osservato.
«Oggi - ha aggiunto - Poste italiane si presenta come un'azienda stabile, solida e pronta a partecipare alla sfida per la modernizzazione del Paese».
Anche l'amministratore delegato, Massimo Sarmi, ha sottolineato l'importanza del bilancio 2003 che, ha spiegato, «apre una terza fase nella storia dell'azienda: dopo il risanamento e lo sviluppo, si tratta ora di consolidare i risultati raggiunti».
Sarmi ha anche ripetuto che il cosiddetto «buco» da circa 100 milioni emerso nei mesi scorsi «è stato interamente coperto in bilancio». E comunque, ha aggiunto, «non si è trattato né di buco né di ammanco, ma di una perdita generata da alcune operazioni a sostegno del debito». Non è escluso, ha proseguito, che l'anno prossimo le stesse voci non possano generare «sopravvenienze attive», in virtù degli accantonamenti effettuati.
Per quanto riguarda la privatizzazione e la quotazione dell'azienda, Sarmi ha affermato che il bilancio 2003 rappresenta «un altro tassello» verso l'obiettivo. Sui tempi non si è però voluto sbilanciare. «E' una scelta che fa l'azionista», si è limitato a dire. Senza dimenticare che per l'ammissione al listino di piazza Affari occorrono tre bilanci consecutivi in attivo. In ogni caso, ha aggiunto, «Poste è oggi un'azienda che genera cassa» e anche i risultati 2004 sembrerebbero «in linea con le previsioni», con un utile netto «un po' superiore» a quello dello scorso anno.
L'amministratore delegato ha detto anche di «non sapere niente» circa il conferimento di un'ulteriore quota di Poste nella Cassa depositi e prestiti. Ha però mostrato forte apprezzamento per l'integrazione industriale avviata con l'ex «banca del Tesoro», definendola «sinergica per entrambe le aziende e per lo stesso Paese». E dunque, ha sostenuto, «tutto ciò che la rafforza è un fatto positivo». Infine, Sarmi ha escluso la possibilità che per il momento Poste possa associarsi all'Abi o a Confindustria. «Il ragionamento - ha detto - si fa in base alla convenienza: alle associazioni si aderisce quando si trova un'utilità. Esistono aziende con specificità tali che se le trattano e se le risolvono da soli. Poste - ha proseguito l'ad - ha una propria peculiarità che la porta a non identificarsi con una banca vera e propria, quanto piuttosto con un'azienda di servizi». In ogni caso, ha rilevato Sarmi, i rapporti con Palazzo Altieri, nel passato piuttosto tesi, sono oggi «di una serenità assoluta». E comunque, ha concluso Cardi, «per sposarsi bisogna essere in due».

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