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Domenica 22 Ottobre 2017 | 12:12

Come combattere il lavoro minorile

Tra le proposte Cisl: «elaborare un nuovo programma d'azione, condiviso con le parti sociali, per integrare meglio le risorse umane e finanziarie attualmente impegnate nel settore e prevedendo ulteriori stanziamenti»
ROMA, 4 maggio 2004 - Il lavoro minorile è una piaga che va combattuta «elaborando un nuovo programma d'azione, condiviso con le parti sociali, per stabilire obiettivi, tempi e modalità degli interventi, integrando meglio le risorse umane e finanziarie attualmente impegnate nel settore e prevedendo ulteriori stanziamenti». Questo, in sintesi, il messaggio lanciato dalla Cisl nel documento «Lavoro minorile: lavoriamogli contro» diffuso in vista del Congresso Mondiale dei Bambini contro lo Sfruttamento del lavoro minorile, in programma a Firenze.
Il lavoro infantile e la scarsa tutela degli adolescenti rappresentano «un fenomeno che, al di là delle energie impegnate nella battaglia delle cifre, ha dei contorni preoccupanti» e che in Italia deve essere affrontato in una prospettiva di «accentuata complessità» ponendosi degli «obiettivi più alti - afferma la Cisl nel documento - del mero contrasto al peggiore sfruttamento economico dei bambini». Proprio in quest'ottica si inserisce l'esigenza di varare «un incisivo programma di azione» che si basi su alcuni punti essenziali: la costituzione di un sistema informativo sul lavoro minorile, investimenti in scuola e formazione, sostegno alla famiglia, valorizzare i progetti del territorio, promuovere più responsabilità nelle imprese e con le imprese, sanzionare i reati. «E' preoccupante che, in un paese a sviluppo avanzato come l'Italia, esista ancora oggi lo sfruttamento economico dei minori, sia perchè costretti a lavorare da bambini, sia perchè non adeguatamente tutelati da adolescenti, nonostante le norme - spiega il segretario confederale della Cisl, Ermenegildo Bonfanti - Uno sfruttamento dalle caratteristiche non sempre evidenti e di forte impatto emotivo, ma che è comunque presente, e condiziona pesantemente la crescita personale e quindi le prospettive di futuro di migliaia di ragazzi e ragazze».
Per la Cisl, continua Bonfanti, «è tempo di passare dalla denuncia ad una proposta organica andando oltre le polemiche delle cifre, che colmi il vuoto attuale di strategia e di azione politica che finora ha prodotto solo interventi e politiche frammentari e disomogenei.

- CONTRO LAVORO MINORILE SERVE PROGRAMMA AZIONE: Il Governo deve varare rapidamente un programma di azione condiviso - si legge nel documento della Cisl - che parta dalla verifica con le parti sociali dell'attuazione della Carta degli Impegni.
- SISTEMA INFORMATIVO SUL LAVORO MINORILE: «Va assolutamente posto a regime un vero e proprio sistema informativo sul lavoro minorile che, con l'autorevolezza istituzionale, permetta di avere un quadro attendibile» afferma la Cisl, illustrando nel uno dei punti che ritiene indispensabile per combattere il fenomeno in Italia.
- OPERA REPRESSIONE, ISPEZIONE E VIGILANZA PIU' INCISIVA: Serve un «impegno particolare nell'opera di repressione, ispezione e vigilanza, con un programma mirato al contrasto delle forme peggiori, agli ambiti territoriali ed ai contesti produttivi più a rischio, realizzando contestualmente una costante e strutturale connessione fra questa ed il sistema dedicato al recupero ed alla promozione sociale dei bambini e degli adolescenti.
- INVESTIRE IN SCUOLA E FORMAZIONE: Secondo la Cisl, il lavoro minorile si combatte anche con maggiori investimenti nella scuola e nella formazione. Bisogna «garantire, già nel prossimo Dpef, l'adeguatezza e la copertura del piano programmatico degli investimenti per il miglioramento della qualità del servizio e per una efficiente politica del personale» sottolinea l'organizzazione guidata da Savino Pezzotta, precisando che servirebbe «rendere effettivo ed esigibile il diritto-dovere all'istruzione ed alla formazione per 12 anni».
- SOSTENERE LA FAMIGLIA: «Va innanzitutto contrastato il trend di crescita della povertà - si legge nel documento della Cisl - delle famiglie attraverso un efficace strumento nazionale di lotta alla povertà». Per la Cisl «va poi sviluppata una rete di interventi e servizi sociali integrati ed innovativi, che debbono sostenere le responsabilità familiari di cura, educazione, formazione e di socializzazione» aumentando la dotazione del Fondo nazionale delle politiche sociali e definendo i livelli essenziali delle prestazioni sociali.
- VALORIZZARE PROGETTI DEL TERRITORIO: E' necessario incentivare programmi di sostegno al recupero dei minori coinvolti nel lavoro illegale e delle loro famiglie attraverso «un meccanismo di finanziamento o di cofinanziamento che orienti in questa direzione i proventi derivanti dalle sanzioni economiche comminate ai datori di lavoro che violano le norme sul lavoro minorile».
- PROMUOVERE RESPONSABILITA' NELLE E CON LE IMPRESE: Diffondere la pratica degli accordi quadro e dei codici di condotta per garantire, in tutti i livelli produttivi, compresa la catena dell'appalto e del sub appalto, outsourcing e fornitura.

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