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Alitalia: «situazione gravissima». Tonfo in Borsa

Le azioni della compagnia di bandiera italiana hanno perso più di 7 punti percentuali all'apertura di Piazza affari. «La situazione è gravissima», dicono anche fonti dell'esecutivo: 6.000 posti a rischio, in cassa restano solo 200 milioni
MILANO, 4 maggio 2004 - Tonfo in apertura di contrattazioni per Alitalia, a Piazza Affari. I titoli della compagnia hanno mostrato un ribasso del 7,12% a 0,216 euro, dopo che lo stesso governo ha definito «gravissima» la situazione e mentre le trattative per il salvataggio segnano il passo.

Perdite a quota 200-250 milioni e liquidità dimezzata da 500 a 200 milioni in soli quattro mesi. Sono le cifre drammatiche della crisi dell'Alitalia esaminate ieri dal Consiglio di Amministrazione della compagnia, mentre non vi sono stati passi in avanti nel confronto con i sindacati. Nulla di fatto nell'incontro a Palazzo Chigi, proseguito poi in sede tecnica e aggiornato a oggi, mentre i leader di Cgil, Cisl e Uil riuniti altrove non hanno nascosto la propria preoccupazione: per loro i nodi al pettine arriveranno oggi, una giornata che considerano decisiva. «La situazione è gravissima», dicono anche fonti dell'esecutivo. Sul tappeto il nodo dei posti a rischio: gli esuberi potrebbero salire e raggiungere in totale le 6.000 unità. L'aumento del numero delle fuoriuscite verrebbe dalla cessione del 40% di Alitalia airport (3.200 lavoratori).

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