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Monte Paschi fuori dalla corsa a Bnl

Bbva, Generali e Della Valle blindano Bnl: con un patto parasociale a tre che mette insieme il 28,39% del capitale ordinario, i tre azionisti mandano in soffitta Mps
ROMA, 29 aprile 2004 - Bbva, Generali e Della Valle blindano Bnl: con un patto parasociale a tre che mette insieme il 28,39% del capitale ordinario, i tre azionisti mandano definitivamente in soffitta il dossier Mps per la banca romana, che si trova ora di fronte a nuovi scenari tutti da definire.
Il patto - portato a termine dal presidente dell'istituto Luigi Abete con l'alleato spagnolo e la Dorint del patron della Tod's - stabilizza di fatto il controllo dell'istituto, pone fine alle manovre speculative sul titolo, che è scivolato in borsa chiudendo in calo del 3,77% a 1,93 euro, e sconfessa le ultime ipotesi di quanti ancora credevano in un matrimonio tra le due più grandi banche dell'Italia centrale. Con una ripercussione non trascurabile sul matrimonio stretto con Unipol sul fronte assicurativo: Giovanni Consorte, il presidente e amministratore delegato del gruppo che ha trai suoi principali azionisti proprio il Mps, vedendo sfumare la possibilità di acquisire il 7,5% di Bnl in mano a Generali, è pronto a cedere il 50% in Bnl Vita (l'altro 50% è della banca di via Veneto).
L'accordo parasociale «ha come obiettivo quello della stabilità e dello sviluppo di Bnl», ha detto Abete, auspicando «che tutti i soci di Bnl, dai più grandi ai più piccoli, che non sono entrati nel patto, interpretino questa iniziativa come un contributo utile per tutti». Ancora ieri Francesco Gaetano Caltagirone, annunciando di essere in possesso dell'1,99% della banca, aveva rilanciato l'ipotesi di aggregazione con Mps, subito però 'stoppatò dal presidente della Fondazione senese, Giuseppe Mussari, che aveva dichiarato seccamente: «E' un capitolo definitivamente chiuso». Ed Emilio Gnutti, azionista di Mps con il 3% circa ha commentato le parole di Mussari dicendo: «io mi adeguo. Se colui che ha la maggioranza del capitale - ha detto Gnutti - ritiene che l' argomento sia chiuso, non vedo perchè io dovrei riaprirlo». Con la conseguenza che ora Rocca Salimbeni, che ha finora definito «strategica» la quota in Bnl, non vedendosi riconosciuto un ruolo di governance nella banca, potrebbe eventualmente riconsiderare il suo ruolo. L'accordo parasociale prevede infatti un comitato direttivo, presieduto dallo stesso Abete, in cui Bbva, primo azionista della banca, avrà il peso maggiore con quattro voti, seguita da Generali (due voti) e da Della Valle e Abete, che avranno un voto ciascuno. Oltre a un sindacato di voto, il patto prevede inoltre un sindacato di blocco delle azioni conferite al patto stesso, che impone vincoli agli acquisti e alle cessioni delle azioni, sottoposti a diritti di prelazione e/o autorizzazione dell'organo direttivo del patto stesso.
Abete e i grandi azionisti della banca hanno anche sconfessato chi, negli ultimi mesi, aveva ipotizzato un cambiamento ai vertici della banca, avvalorando invece le previsioni del presidente di Bnl, che aveva sempre ribadito che la governance della banca «non è in discussione» e che il cda di Via Veneto non sarebbe stato toccato «fino alla primavera del 2005».
L'accordo di oggi suona anche come una risposta indiretta a quanti hanno visto, nella pattuglia di immobiliaristi romani entrati di recente nella compagnie azionaria di Bnl, gli ipotetici apripista per un menage a due o tre (Bnl-Mps-Capitalia). Prima di Caltagirone, nell'azionariato della banca hanno fatto il loro ingresso Giuseppe Statuto con il 2,056%, Danilo Coppola, con il 4% e in procinto di salire al 5% secondo le sue stesse dichiarazioni, e Stefano Ricucci, che ha affermato oggi di essere arrivato fino al 5% ribadendo il proprio sostegno nei confronti di Abete. Il patto parasociale non chiude certo le porte a futuri accordi, ma in quali direzioni è ora tutto da ridefinire. L' assemblea degli azionisti di domani, chiamata ad approvare il bilancio 2003, difficilmente fornirà indicazioni. Il mercato però continuerà a interrogarsi sul destino della banca dove un posto al sole si è ricavato Diego Della Valle, astro nascente della finanza e dell'industria nazionale, grande amico di Luigi Abete e neoconsigliere delle Generali, che è sempre il secondo azionista Bnl. Esclusi dal patto, gli operatori si chiedono ora come intendano valorizzare i propri investimenti nella banca Ricucci, Caltagirone, Coppola e Statuto. Una cosa è certa: il vecchio progetto Roma-Siena è certamente tramontato e del resto coloro che lo avevano studiato, Davide Croff e Vincenzo De Bustis non siedono nella plancia di comando delle due banche. E gli assetti della banca dovranno essere ridefiniti anche sul fronte assicurativo: il presidente di Unipol, Consorte e il suo vice Ivano Sacchetti hanno spiegato che - quanto alla partecipazione in Bnl Vita - «preferiamo avere risorse per intensificare i nostri piani ed investire nella nostra rete diretta di vendita». La quota è sul mercato: «siamo disponibili a trattare, è solo una questione di prezzo», hanno aggiunto.

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