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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:54

Xylella, per salvare i vivai contatti Roma-Bruxelles Nature: in Italia ancora ricercatori sotto accusa

di DANIELA PASTORE
Xylella, per salvare i vivai contatti Roma-Bruxelles Nature: in Italia ancora ricercatori sotto accusa
di DANIELA PASTORE

LECCE - Emergenza xylella: il Governo cerca una linea operativa mentre diventa sempre più concreto il rischio di uno stop dell’Ue al vivaismo pugliese. Oggi stesso partirà da Roma una lettera indirizzata alla Commissione europea per informare le autorità comunitarie sull’inchiesta avviata dalla Procura di Lecce. Nella missiva verrà annunciata formalmente la sospensione di tutte le iniziative previste dal «Piano Silletti bis» a seguito del decreto di sequestro d’urgenza degli alberi destinati alle eradicazioni e dell’avvio delle indagini a carico del commissario straordinario per l’emerg enza, Giuseppe Silletti, e di altri nove tra scienziati e funzionari pubblici. Non si esclude che se Silletti - il cui incarico straordinario scade a febbraio - dovesse rinunciare al mandato, l’Europa possa chiedere al governo italiano di affrontare l’emergenza ai massimi livelli istituzionali. In tal caso, il governo di Roma potrebbe chiedere a Michele Emiliano di assumere, in prima persona, la responsabilità dell’azione contro la xylella.

Questa mattina si riunirà il Consiglio dei Ministri. Il titolare del dicastero dell’Agricoltura, Maurizio Martina darà un’informativa sull’argomento e chiederà probabilmente il mandato per adottare le decisioni operative. Un punto che attende una decisione è quello di un eventuale ricorso del Governo contro il provvedimento di sequestro delle piante. Il Consiglio dei ministri si trova infatti a dover affrontare un caso inedito: è la prima volta che si determina un conflitto istituzionale tra la magistratura ed un provvedimento del Governo assunto per affrontare u n’emergenza gestita dalla Protezione civile.

C’è da chiedersi cosa farà ora l’Unione europea. Per prassi Bruxelles non interviene fino a quando non si risolvono i contenziosi e le questioni giuridiche all’interno di un Paese membro che possano creare problemi all’attuazione di provvedimenti già presi. Però in questo caso la fitopatologia in atto nel Salento, già oggetto di tre decisioni esecutive comunitarie (la numero 789 del 18 maggio 2015, la 497 del 23 luglio del 2014 e la 87 del 13 febbraio del 2014) non permette di attendere i tempi della giustizia, né quelli della politica.
Il commissario europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis, ha in più occasioni ribadito la grande preoccupazione dei Paesi membri per la possibile propagazione di un batterio da quarantena che potrebbe compromettere l’olivicoltura europea. Per questo, con ogni probabilità, allo stop al piano di interventi contro la propagazione della «fastidiosa» l’Ue risponderà con l’estensione del blocco delle piante suscettibili al batterio quanto meno a tutti i vivai della Puglia. Uno stop che, al momento, riguarda solo la provincia di Lecce.
Il commissario Andriukaitis ha poi ricordato la lettera di messa in mora già inviata a Roma la scorsa settimana. Primo passo di un avvio formale della procedura di infrazione contro l’Italia che si tradurrebbe in un conto salatissimo per lo Stato. lntanto cresce l’allarme nel Salento per l’aumento esponenziale dei disseccamenti. Dal fronte Nord di Torchiarolo sino al Capo di Leuca i produttori segnalano quotidianamente nuove piante con le chiome secche. Una situazione che, in un quadro sempre più nebuloso, accresce la preoccupazione sul futuro lavorativo delle aziende olivicole del Tacco d’Italia.

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