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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:01

Procura Bari accusa ditta: acquistò ulivi infetti

Procura Bari accusa ditta: acquistò ulivi infetti
BARI – La violazione della norma regionale pugliese adottata un anno fa per il "contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa" viene contestata dalla Procura di Bari all’azienda di Monopoli che avrebbe acquistato rami d’ulivo provenienti da una zona infetta del Salento per destinarli ad una centrale a biomassa. Il particolare emerge all’indomani dell’operazione della Forestale che ieri ha portato a perquisizioni in nove aziende delle province di Bari e Brindisi per la presunta commercializzazione di olio d’oliva taroccato.

L'inchiesta sull'olio, coordinata dalla Dda di Bari, è infatti partita alcuni mesi fa proprio dalla scoperta di carichi di legna affetta da Xylella trasportati da Squinzano a Monopoli. Dalla documentazione sequestrata gli investigatori, su delega dei pm Renato Nitti e Marco D’Agostino, dovranno accertare se i sette camion di ulivi infetti sequestrati a marzo costituiscano un episodio isolato oppure se da quei territori del Salento sia partita altra legna infetta destinata ad altre aziende e altre zone. A quel punto la magistratura barese valuterà se contestare, oltre al reato di traffico illecito di rifiuti come attualmente ipotizzato, anche quello di diffusione di malattia, perchè il trasporto di piante affette da Xylella da un terreno risultato infetto ad uno sano, potrebbe consentire la diffusione del batterio.

Proseguono anche gli accertamenti sul secondo filone d’inchiesta aperto nell’ambito dello stesso procedimento. L'azienda barese che si occupa di energie rinnovabili, infatti, opera anche nel settore della produzione di olio. E’ così che gli investigatori hanno scoperto lotti di olio extravergine di oliva di dubbia provenienza, circa 7mila tonnellate, sul quale sono in corso verifiche di laboratorio.

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