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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:20

«Quanta speculazione sulla Xylella. Una domanda per ripiantare ulivi»

di MARCO MANGANO
«Quanta speculazione sulla Xylella. Una domanda per ripiantare ulivi»
di MARCO MANGANO

«Nel Salento, a scopo sperimentale, da subito si potranno piantare ulivi. Basterà una semplice domanda al ministero, senza troppe trafile burocratiche. È una possibilità che vogliamo sfruttare fino in fondo per sostenere la ricerca sulla Xylella Fastidiosa». Ad affermarlo il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina (Pd).

La lotta alla batteriosi passa appunto per la ricerca e gli studi scientifici. A che punto è il governo? «Il piano nazionale della ricerca contro la batteriosi è stato definito e parte nelle prossime ore. È un impegno straordinario che si muove in maniera unitaria e coordinata. Abbiamo chiamato in causa le più forti esperienze in materia, tra cui cinque università, il Cnr e il Crea, che farà da guida. A questo si aggiungono i centri di ricerca privati, le organizzazioni agricole e le associazioni dei vivaisti. Tutte le possibili proposte saranno valutate, perché il nostro obiettivo è quello di salvare gli ulivi».

E i fondi? «Abbiamo stanziato quattro milioni di euro per il finanziamento di nove linee di ricerca ben definite. L’obiettivo numero uno è quello di individuare le varietà di ulivi più resistenti, a partire dal Leccino sul quale dobbiamo approfondire le prime osservazioni positive dei ricercatori. Poi ci saranno studi per migliorare la conoscenza dell’insetto vettore, quelli sulle tecniche colturali e sulla diagnosi più rapida della malattia. Metteremo in campo il meglio delle conoscenze ora disponibili. Dobbiamo arrivare a soluzioni che siano inequivocabili, provate scientificamente e soprattutto replicabili sul campo».

Quando sarà emesso il decreto che eleva ad oltre 260 euro l'indennizzo per ogni ulivo sradicato volontariamente? «Abbiamo adottato il decreto e l’aumento, che arriverà fino 261 euro, sarà retroattivo. Quindi, tutti i proprietari che hanno aderito volontariamente saranno risarciti in base ai nuovi parametri che abbiamo individuato».

Il M5s polemizza molto sul piano del commissario della Protezione civile e contesta le decisioni Ue. Che ne dice? «Su questa vicenda ci sono state molte speculazioni politiche che non aiutano di certo a fermare la malattia. Il lavoro che si sta facendo è serio e ora rilanciamo sulla ricerca proprio perché la salvezza del patrimonio olivicolo è una priorità per ognuno di noi. È necessario che tutti i cittadini siano uniti contro la Xylella».

La vite sarà esclusa dalla lista delle piante la cui commercializzazione è stata bloccata? Ottocento persone coltivano barbatelle: i loro posti sono a rischio. «Abbiamo presentato già a fine agosto il dossier dei ricercatori di Cnr e Università di Bari, con il test di patogenicità e l’esclusione della vite dalle piante attaccate dal batterio. Lunedì (domani per chi legge, ndr), a Bruxelles, ribadirò al commissario Andriukaitis quanto urgente sia questo intervento. Vogliamo dare risposte anche alle aspettative dei nostri vivaisti, colpiti da questa piaga».

Il falso olio italiano. Cosa non va nella lotta alla contraffazione? « L’olio è uno dei prodotti simbolo del nostro made in Italy e proprio per questo è esposto al rischio contraffazione. Noi siamo impegnati da mesi nella sua difesa. Proprio lo scorso anno, consapevoli dell’annata complicata, abbiamo aumentato i controlli effettuandone più di 6mila con sequestri per 10 milioni di euro. Non abbassiamo la guardia a tutela dei consumatori e di migliaia di produttori onesti impegnati nella nuova campagna di produzione».

A proposito di produzione di olio, in questi giorni è stato stretto un accordo storico per la filiera, con un premio per le produzioni di qualità. Che ne pensa? «L’accordo tra i soggetti della filiera è un risultato molto positivo. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente per raggiungere una posizione unitaria da parte delle associazioni di categoria, che finalmente valorizza ancora di più la qualità delle nostre produzioni. È pronto il nuovo piano olivicolo nazionale che è uno strumento fondamentale per sostenere le politiche di aggregazione del settore e per il recupero, anche quantitativo, della produzione di olio made in Italy. Stiamo lavorando in sinergia con la Conferenza Stato-Regioni per arrivare all’approvazione nelle prossime giornate».

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