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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:25

Xilella, ci saranno contributi pubblici per abbattimenti

Xilella, ci saranno contributi pubblici per abbattimenti
TIZIANA COLLUTO
«La legislazione europea e italiana indicano come misura di contenimento, anche in tutta la provincia di Lecce, il fatto che le piante gravemente infette possono essere abbattute. Questo è trasferito nel piano». Giuseppe Silletti, commissario straordinario per l’emergenza Xylella, sa che sarà questa la nota dolente del suo nuovo dossier con le disposizioni contro la diffusione del patogeno da quarantena in Puglia. Lo sta per consegnare a Roma, dovrà essere vagliato dal comitato fitosanitario nazionale, ed entro fine mese sarà probabilmente approvato.

L’architrave su cui poggia il piano ha un nome ben preciso: contributo all’espianto, «perché - spiega Silletti - questo è previsto dal decreto di abbattimento firmato dal ministro. E il piano non può che rispettare quanto stabilito dalla legge». Dunque, la previsione è di dare soldi ai proprietari, non per tentare una cura ma per lo svellimento delle piante ritenute infette. Varrà ovunque? «Sicuramente nella fascia di eradicazione di 20 km e nei focolai di Oria, Torchiarolo, Veglie. Se ci sarà la disponibilità, la misura sarà estesa anche nel resto della provincia di Lecce. È un punto che stiamo esaminando».

Ieri mattina, se ne è discusso anche a Bari, in un incontro con la struttura tecnica della Regione. Silletti smentisce che l’argomento principale fosse la Xylella, ma le carte in tavola ormai sono note. E si sa che la levata di scudi, la nuova, è già pronta. I motivi sono almeno due. Il primo è che il contributo per sostenere i costi dell’eradicazione, voluto per rendere più indolore la misura degli abbattimenti, rischia di trasformarsi in un incentivo all’espianto. Il secondo è che, a fronte di ciò e del persistente divieto di reimpianto di ulivi, la prospettiva è il deserto. O la speculazione edilizia. Specie in provincia di Lecce. Ci sono almeno tre casi già al vaglio della Procura, anche perché, al di là dei pochi terreni su cui esistono alberi secolari censiti, per il resto non ci sono vincoli. «Ad ogni modo - conclude Silletti - è la legge che dice che si possono abbattere gli alberi malati». Ma non c’è un obbligo, specie nel Salento meridionale, dove l’Efsa lo ha detto chiaramente ad aprile: «È improbabile che l’eradicazione di X. Fastidiosa, cioè la sua totale eliminazione da una zona focolaio, abbia successo nelle zone in cui l’organismo nocivo è ampiamente insediato, a causa della estesa gamma di piante ospiti e delle varie specie di insetti vettori. X. Fastidiosa è peraltro insediata su decine di migliaia di ettari della provincia di Lecce».

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