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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:04

Tasse, Xylella: tempi duri per gli agricoltori brindisini

Tasse, Xylella: tempi duri per gli agricoltori brindisini

BRINDISI - Sempre più in affanno il comparto agricolo brindisino, a causa di una serie di concause. Tasse, balzelli, maltempo, fitopatie, fauna selvatica, e chi più ne ha più ne metta.

L’agricoltura brindisina da alcuni anni a questa parte è alle prese con una crisi economica senza precedenti dovuta al basso prezzo con il quale vengono vendute sul mercato le eccellenze agricole del territorio, all’aumento indiscriminato dei costi dei fattori produttivi, ma anche a causa di una serie di altre circostanze.

L’anno scorso è stato il maltempo che ha generato danni e fitopatie. Quest’anno potrebbe essere la siccità. Su tutto ciò pende nel Brindisino pende la spada di Damocle della Xilella fastidiosa, il batterio che ha già falcidiato l’olivicoltura salentina e un cui focolaio è stato scoperto ad Oria, e che minaccia l’intera provincia di Brindisi. A dimostrazione di ciò l’ultimo atto emesso prima dal ministero delle Politiche agricole e poi dalla regione Puglia che recependo la decisione comunitaria dello scorso maggio hanno ridefinito i confini delle aree interessate dalla Xylella, arretrandoli ulteriormente verso il nord brindisino. Se tutta la provincia di Lecce è classificata ormai come zona infetta, la zona cuscinetto ormai comprende i comuni di Erchie, Cellino San Marco, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico e Torchiarolo per intero, e parte dei Comuni di Oria, Brindisi, Francavilla Fontana, Latiano, Torre Santa Susanna e Mesagne.

La zona di sorveglianza, invece, è stata ulteriormente ampliata verso nord e interessa l’intero territorio comunale di San Vito dei Normanni, Carovigno e Villa Castelli, la restante parte dei Comuni di Oria, Brindisi, Francavilla Fontana, Latiano, Torre Santa Susanna e Mesagne, e parte dei Comuni di Ceglie Messapica e Ostuni. Lunedì prossimo sarà in Puglia il commissario europeo alla salute Vytenis Andriukaitis che visiterà le zone colpite dall’epidemia di Xylella. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione. «Quanto attuato fino ad ora, soprattutto l’impegno degli agricoltori ad eseguire le lavorazione per limitare la diffusione della Xylella, va bene ma non basta – dichiara il presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori di Brindisi, Giannicola D’Amico -. Va scongiurato il pericolo di ulteriore diffusione del batterio verso la restante parte della provincia di Brindisi, verso il tarantino e verso il resto della Regione, altrimenti sarebbe davvero una catastrofe per l’economia agricola e non solo del territorio e per il paesaggio pugliese, caratterizzato dalla presenza di ulivi secolari e millenari.

Chiediamo il potenziamento del monitoraggio su tutto il territorio, chiediamo, inoltre, controlli e analisi puntuali e il ristoro dei danni subiti dagli agricoltori, diretti ed indiretti. Le risorse stanziate nel Dl Agricoltura, inoltre – conclude D’Amico - devono essere rese disponibili nell’immediato per facilitare gli interventi necessari e sostenere le perdite di reddito di olivicoltori e vivaisti».

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