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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:38

Ulivi da estirpare? A Veglie si cerca una cura sperimentale per evitarlo Xylella, l'Europa chiede più informazioni

Ulivi da estirpare? A Veglie si cerca una cura sperimentale per evitarlo Xylella, l'Europa chiede più informazioni
LECCE - «Un commissario può variare la legge? Se qualcuno riesce a farla modificare, io cambio il mio piano, che altrimenti dovrà essere rispettoso di quella in vigore, contenuta nell’ultima Decisione di esecuzione comunitaria».
Giuseppe Silletti, commissario straordinario per l’emerg enza Xylella, non lascia spazio ad equivoci. Che il suo sia un ruolo da esecutore è ciò che ribadisce dopo l’incontro istituzionale tenutosi ieri mattina a Lecce con il nuovo prefetto, Claudio Palomba. Al suo indirizzo, intanto, in questi giorni, sono arrivate due lettere: una di diffida all’estirpazione, sottoscritta dai proprietari degli oliveti di Veglie, e l’altra di richiesta di una moratoria, formulata dal Cra di Caserta, per fermare l’abbattimento di quegli stessi alberi, in quanto interessati da una cura sperimentale i cui risultati, altrimenti, andrebbero in fumo.

Ieri, nel punto fatto a Lecce, il commissario ha sottolineato che d’ora in poi si potranno prevedere ristori economici per gli agricoltori danneggiati. È un nodo su cui ha insistito anche Palomba: «Sto studiando da lunedì la questione Xylella - ha detto il neo prefetto - Ci sarà un lavoro intenso di comunicazione e partecipazione al tema, coinvolgendo i destinatari degli interventi, visto che c’è anche la novità degli indennizzi. Ad ogni modo, nulla verrà fatto se non ci sarà estrema necessità». Come si procederà, ora? Silletti dice di non aver completato i prossimi due stralci del suo nuovo piano. Il primo è relativo ai nuovi tagli a Oria, dopo quelli di 47 ulivi, capitolati martedì mattina sotto i colpi delle motoseghe dell’Arif. Adesso, si attende la fase due, la più spinosa e contestata: lo svellimento di tutte le piante, anche sane, nel raggio di cento metri da quelle su cui sarebbe stata riscontrata la presenza del batterio Xylella fastidiosa.

Il secondo stralcio, invece, riguarda Veglie e il resto della fascia di venti chilometri entro il confine nord della provincia di Lecce. Quando arriveranno? «Non sono ancora pronti, ma ci sto lavorando», dice il commissario. La prima tranche, che ha dato giustificazione legale agli abbattimenti di inizio settimana, non è stata ancora pubblicata «poiché è stato fatto tutto in fretta», spiega Silletti. Stando alle sue parole, dovrà dunque ricredersi chi, dopo la riunione di giovedì del Comitato fitosanitario europeo, pensava che Bruxelles avesse chiesto ulteriori analisi alla Puglia per vederci ancora più chiaro, immaginando una virata o un dubbio sull’impianto partorito da Bari. Non è così. Si andrà avanti, a meno che l’Ue non pensi di rivedere quanto stabilito. Ipotesi improbabile, al momento, anche perché la sua ultima Decisione di esecuzione è frutto di una lunga mediazione con gli altri Paesi membri.

Nessuna speranza contro le ruspe? L’ultima è riposta in un provvedimento dei giudici amministrativi, a cui il Comune di Oria e probabilmente anche quello di Veglie decideranno di rinviare la palla. Silletti? Non ci sta ad addossarsi tutta la responsabilità e tira per la giacchetta le altre istituzioni, via Capruzzi compresa. «Prima dell’approvazione, il nuovo piano, che andrà avanti a stralci, dovrà essere istruito dal comitato tecnico di cui fanno parte Ministero dell’Agricoltura, Dipartimento di Protezione Civile e Regione Puglia». Rinviata anche all’Osservatorio fitosanitario di Bari, competente sul fronte ricerca, la richiesta di moratoria avanzata dal Cra. A difesa di quegli ulivi e di quelle sperimentazioni sono scesi in campo anche i proprietari di Veglie, con tanto di diffida alle eradicazioni inoltrata dal loro legale, l’avvocato Gianluigi Manelli, a Regione Puglia, Arif e commissario. [t.col.]

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