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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:34

Xylella, dopo lo stop al piano Silletti a Oria è corsa contro il tempo

Xylella, dopo lo stop al piano Silletti a Oria è corsa contro il tempo
«Oria è una bomba ad orologeria». Piero Sumerano è un perito agrario ed un tecnico del consorzio di difesa delle coltivazioni intensive di Brindisi. Da mesi, assieme ai colleghi di Lecce e Taranto, va a caccia di nuovi focolai di xylella, il batterio che fa morire di sete gli ulivi. E non nasconde la propria preoccupazione per lo stop prima del Tar del Lazio, poi del Consiglio di Stato, alle misure di contenimento del batterio, previste dal Piano Silletti, contro cui hanno presentato ricorso 26 aziende biologiche ed altrettanti vivai. La giustizia amministrativa ha bloccato le ruspe, almeno sino al 4 giugno, data in cui è fissata la discussione della sospensiva richiesta dal commissario Silletti. Tecnici ed agricoltori sanno bene, però, che la «fastidiosa» non si è acquietata. Uliveti sino a qualche settimana fa esenti dal batterio adesso sono puntellati da chiazze color ruggine e le nuove manifestazioni sono all’ordine del giorno in tutto il Salento Leccese, mentre sono stati sospesi temporaneamente i monitoraggi dei focolai di Oria e Veglie.

«La magistratura per un verso deve fare il suo dovere - insiste Sumerano - ma dall’altro deve valutare con competenza tecnico-scientifica i danni e le conseguenze che questo comporta». Esprime preoccupazione per lo stop al piano Silletti anche l’associazione “Voce dell’u l ivo ” che chiede l’aiuto degli agricoltori baresi per salvare la foresta verde della Puglia. «Siamo pronti a guidare gli olivicoltori delle altre province pugliesi, in una visita in Salento, al fine di aumentare la loro consapevolezza sul reale pericolo che sta correndo tutta l’olivicoltura regionale - dicono dal sodalizio - Avremmo inoltre l’occasione di far vedere le molteplici aziende devastate dai disseccamenti, nonostante siano state da sempre condotte in modo esemplare».

La «Voce dell’ulivo» accende i riflettori «sull’ennesimo scempio che si sta consumando nelle nostre campagne: un incremento esponenziale dei fenomeni di disseccamento dei nostri alberi di ulivo. Tutto ciò non fa presagire nulla di buono, non solo per il futuro del Salento ma, purtroppo, anche per quello dell’olivicoltura delle altre province pugliesi. Infatti la comunità scientifica non esclude che, in assenza di azioni di contenimento, il batterio possa a breve approdare anche nel resto della regione. E’ questo uno dei motivi - concludono dall’ associazione - per cui chiediamo a tutto il mondo olivicolo pugliese di romboccarsi le maniche, perché purtroppo tocca solo a noi cercare di cambiare il nostro destino».

L’emergenza xylella continua a tenere banco anche fuori Oltralpe. Mercoledì si discuterà della fitopatologia in atto nel Salento nella seduta plenaria del Parlamento di Strasburgo. La Francia, intanto, anticipa che applicherà alla lettera le regole europee anti-xylella, la cui entrata in vigore è ormai imminente. Il ministro francese all’Ag ricoltura Stephane Le Foll spiega che «sono tre gli obiettivi che si è fissata Parigi con l’approvazione delle misure europee per contrastare il batterio killer. In primo luogo – argomenta – l'Europa deve capire da dove proviene il batterio affinchè possa proteggersi rispetto alle importazioni», in particolare da alcuni Paesi extra-Ue. In secondo luogo, «va fatto un lavoro scientifico per essere in grado di lottare contro la xylella; quindi va ricercato il modo con cui sostenere i produttori colpiti. Sugli aiuti - tiene a sottolineare - sono favorevole a che si trattino in modo solidale i produttori italiani che hanno perso tutto».

Le Foll ricorda anche di aver affrontato il problema con il collega italiano, Maurizio Martina, nei giorni scorsi a Istanbul, in margine al G20 agricolo. In quell’occasione Parigi e Roma si sono accordati per rafforzare anche la loro collaborazione tra istituti scientifici. La questione della Xylella è «angosciante», riconosce il ministro dell’agricoltura francese, «soddisfatto però che ci sia un quadro normativo per trattare il problema». Quanto alla richiesta di sospensione delle misure europee, avanzata dall’associazione non governativa Peacelink, il ministro afferma senza mezzi termini: «non abbiamo ottenuto delle regole Ue per sospenderle subito».
Del resto aggiunge: «ho avuto pressioni molto forti dal sud della Francia e dalla Corsica che ci accusavano di non far niente, per contrastare il rischio di diffusione del batterio killer». Il ministro francese è invece «perfettamente d’accordo» sulla richiesta di mettere in piedi sulla Xylella una «ricerca indipendente, aperta agli esperti degli altri Paesi».
Idea lanciata dalla co-presidente del Partito Verde Europeo Monica Frassoni e dalla rappresentante di Peacelink a Bruxelles Antonia Battaglia. Per Le Foll, in definitiva, bisogna ora ridurre le tensioni affrontando il problema in tutti i suoi aspetti.

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