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Domenica 24 Settembre 2017 | 14:17

Xylella, anche Consiglio Stato ferma il Piano taglia ulivi Esultano aziende biologiche

Xylella, anche Consiglio Stato ferma il Piano taglia ulivi Esultano aziende biologiche
BARI -Morìa degli ulivi nel Salento: le ruspe restano ferme. Il giudice monocratico del Consiglio di Stato ha infatti respinto la richiesta di sospensiva presentata commissario Silletti contro l’ordinanza del Tar del Lazio con la quale erano state sospese alcune delle misure per il contenimento della xylella fastidiosa, tra cui le eradicazioni delle piante malate ed in particolare i trattamenti insetticidi. Uno stop invocato da 26 aziende del settore biologico, preoccupate degli effetti del piano sulle produzioni «verdi», e supportato da associazioni ambientaliste e anche dal Comune di Gallipoli, che si è detto d’accordo con le recriminazioni del mondo «bio». 

Il Consiglio di Stato quindi ha dunque respinto la sospensiva «inaudita altera parte» richiesta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal ministero delle Politiche agricole. Secondo il giudice monocratico, infatti, questo «determinerebbe, fra l’altro, l’attuazione del programma di abbattimento degli ulivi malati o sospettati di esserlo, con effetti irreversibili che si determinerebbero ancora prima della definizione in sede collegiale della fase cautelare del giudizio». Insomma, ha detto il Consiglio di Stato, bisogna seguire i canali ordinari: la sospensiva sarà discussa nella camera di consiglio del 4 giugno.

«Dopo l’Ordinanza del Tar Lazio, la decisione del Consiglio di Stato in composizione monocratica costituisce un ulteriore importante capitolo nella controversa vicenda del disseccamento rapido degli olivi - dice l’avvocato Luigi Paccione, che difende le aziende biologiche -. È stata premiata dai giudici amministrativi, per la seconda volta, la rigorosa lotta per la legalità che le aziende biologiche del Salento stanno sviluppando per la loro stessa sopravvivenza, contro le irragionevoli decisioni governative e regionali di abbattimento indiscriminato degli olivi e di massiccia somministrazione di pesticidi tassativamente vietati dai protocolli dell’agricoltura biologica». «Gli operatori agricoli del biologico salentino e il mondo delle associazioni che li sostiene sembrano costituire in questa fase storica - aggiunge Paccione - l’unico vero presidio di garanzia democratica per il contrasto alla desertificazione del paesaggio e per la sopravvivenza delle realtà che praticano sistemi ecocompatibili in agricoltura».

Soddisfazione anche dall’avvocato Giovanni Pesce, che ha presentato un ricorso contro l’abbattimento di circa 100 alberi infetti nella sua proprietà, nel focolaio di Oria. «Sono soddisfatto - dice Pesce - perché è stato escluso l’abbattimento delle piante, uno stop alle ruspe che si spera possa essere confermato nell’udienza del 4 di giugno. Intanto, insieme ad altre associazioni ambientaliste ci stiamo preparando ad intervenire nel giudizio per opporci all’appello».

CRONOLOGIA - Il 27 marzo il Tar di Lecce con un decreto monocratico cautelare aveva sospeso l’eradicazione delle piante nel fondo di Oria dell’avvocato Pesce. ferma l’abbattimento degli ulivi. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di un avvocato di Oria, proprietario di un terreno in cui si trovano piante contagiate da Xylella, concedendo la sospensiva ma dichiarando la competenza del Tar Lazio. Poi il 7 maggio la Prima sezione del Tar Lazio ha sospeso sia la delibera del Consiglio dei ministri che dichiarava lo stato di emergenza, che il piano d’interventi approvato il 16 marzo dal commissario delegato Silletti. È proprio per superare quest’ultima sospensiva che il ministero ieri aveva chiesto al Consiglio di Stato una nuovo provvedimento monocratico: ma i giudici di Palazzo Spada hanno detto «no».

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