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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:24

Xylella, accuse al Tar e ulivi lucani «contagiati»

Xylella, accuse al Tar e ulivi lucani «contagiati»
BARI - «Ci mancava solo la sospensiva del Tar del Lazio al piano anti-Xylella Fastidiosa del commissario Silletti. La cosa ci preoccupa molto. Del resto, le iniziative prese contro la batteriosi erano già state assunte in ritardo se si considera che le avevamo sollecitate al ministro Martina e all’assessore pugliese Nardoni da tempo e cioé dall’insorgenza dei primi segnali della malattia sugli ulivi, nel 2013». A Stefano Caroli, presidente dell’Associazione frantoiani di Puglia, nonché del Consorzio frantoi artigiani d’Italia, oltre che produttore oleario di Martina Franca (Taranto), lo stop del Tar del Lazio al taglio degli ulivi di una vasta area salentina non va proprio giù.

Sotto la lente di Caroli finisce un altro troncone della vicenda Xylella: il sequestro di computer ai danni di alcuni docenti universitari e di ricercatori del Cnr di Bari: «Il mondo della scienza subisce un affronto. Bisogna, invece, garantire il massimo sostegno a chi lavora scientificamente».

Infine, la replica al produttore oleario di Andria, Onofrio Spagnoletti Zeuli che, attraverso la Gazzetta, aveva suggerito agli olivicoltori del Nord della Puglia di costituirsi parte civile in modo da ottenere il risarcimento dei danni subiti per l’incuria manifestata - a suo dire - da alcuni olivicoltori salentini. «Mi sembra - afferma Caroli - che si spari sui cadaveri. Bisogna, invece, fare sistema per arginare i danni. Il mondo agricolo, anziché fare politica, si coalizzi. Il problema Xylella è serio: senza olive per i frantoiani sarebbe una tragedia».

Anche nel Gargano c’è forte preoccupazione per la questione Xylella. Antonella Bisceglia, responsabile della produzione e dell’area commerciale dell’azienda olivicola Bisceglia di Mattinata, sposa una linea prudente sugli abbattimenti degli ulivi: «Ricorrere a tagli immediati credo sia una decisione un po’ affrettata. Bisognerebbe, invece, dare più tempo alla ricerca perché stabilisca se effettivamente il taglio sia davvero l’unica strada percorribile. Penso che gli abbattimenti debbano rappresentare l’ultima spiaggia. In quest’ottica, la decisione del Tar consente di valutare meglio la questione».

Sul sequestro dei computer, Bisceglia non si sbilancia: «Sarebbe opportuno prima conoscere a fondo le motivazioni alla base della decisione della Procura di Lecce».

Per quanto concerne l’affondo di Spagnoletti Zeuli, infine, l’imprenditrice ritiene che «non sia possibile individuare i responsabili della batteriosi».

Ad Andria, capitale dell’olio extravergine di alta qualità, l’atmosfera è pesante: nella città la produzione olearia contribuisce in misura considerevole alla formazione del Pil. Secondo Elia Pellegrino, produttore olivicolo-oleario e confezionatore di Andria, «la sospensiva del Tar del Lazio è un colpo basso al piano Silletti in quanto ne limita l’operatività». «Riconoscendo l’impegno profuso dal commissario - aggiunge - condivido in pieno il piano di cui auspico il prosieguo. Se c’è da reagire alla linea del Tar e, quindi, ricorrere contro la sospensiva, credo che ciò debba essere fatto, sempre che esistano i presupposti. Vorrei sottolineare - dice ancora Pellegrino - che la problematica potrebbe diventare non più gestibile una volta superata la fase dell’emergenza».

Sul sequestro dei computer (poi dissequestrati) a Bari, il produttore afferma: «Mi è sembrata un’assurdità, ha rischiato di limitare gli studi scientifici in un’ottica risolutiva dell’emergenza».

Pellegrino conclude con un commento sulla linea assunta da Spagnoletti Zeuli: «Non la condivido poiché ritengo che la costituzione di parte civile del Nord della Puglia contro una parte degli olivicoltori salentini si tradurrebbe in un’ulteriore penalizzazione ai danni di chi già in questa fase sta versando un prezzo elevato in termini agronomici e di reddito legati alla Xylella Fastidiosa. Il mio pensiero va agli oltre 300 frantoiani del Salento ai quali non è riconosciuto alcun compenso risarcitorio per il fermo macchina in conseguenza dei danni subiti e per l’impossibilità di macinare le stesse quantità di olive per le prossime campagne».

Intanto, a Roccanova, piccolo centro della bassa Val d’Agri, in un oliveto in località «Marcellino» sono stati segnalati una cinquantina di alberi con foglie ingiallite e rami quasi del tutto secchi, insomma proprio i sintomi del batterio killer degli olivi che arriva dal Centro America e che in Puglia potrebbe costringere molti agricoltori a tagliare migliaia di ulivi.

Accertamenti d’obbligo, ma c’è ancora spazio per sperare. «Speriamo proprio di no» ha detto alla Gazzetta l’assessore comunale all’agricoltura, Rocco Greco che, chiamato ieri dagli interessati, si è recato immediatamente nell’uliveto constatando una situazione di preoccupazione con «un disseccamento medio apicale degli ulivi» che potrebbe far pensare appunto alla xylella. E l’amministratore, che è anche il vicesindaco, non ha perso tempo e con una nota ha subito interessato l’Ufficio Fitosanitario della Regione con sede a Matera, chiedendo «un sopralluogo immediato e con estrema urgenza per verificare la situazione ed eventualmente cercare di porre i rimedi del caso».

Assai preoccupati i proprietari dell’uliveto che solo un anno fa avevano impiantato la maggior parte degli alberi, ma l’incubo inizia ad aleggiare su tutti gli agricoltori dell’area. La notizia che ha subito fatto il giro del paese, noto per il vino «Grottino», ma dove si produce anche un ottimo olio e non pochi sono gli alberi di ulivi. Le cifre dicono che vi sono circa 300 ettari di superficie sulla quale ci sono quasi 23 mila piante di olive, mentre 321 sono le aziende, quasi esclusivamente a conduzione familiare, impegnate in questa attività agricola. Un comparto che ha una potenzialità di quasi 6.000 quintali di olive ed una produzione di olio intorno ai 1.500 quintali. Preoccupazioni più che legittime dunque. Anche da parte di tante altre aziende del territorio circostante del «Medio Agri», zona particolarmente vocata alla olivicoltura di qualità.

In questo territorio di sei comuni (Armento, Aliano, Gallicchio, Missanello, Roccanova e Sant’Arcangelo), vi sono circa 1.800 ettari di uliveti (coltivati da oltre 2000 aziende), capaci di dare una produzione annua di circa 30.000 quintali di olive e quasi 7.000 quintali di olio d’oliva tra i migliori della Basilicata.

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