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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:39

Xylella, aspettando Bruxelles Vendola: speriamo che dal male venga il bene

Xylella, aspettando Bruxelles Vendola: speriamo che dal male venga il bene
BARI – "Queste firme sono una prova di grande sensibilità per evitare che la lotta contro una malattia insidiosa per gli ulivi possa generare risposte che fanno male". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ricevendo oggi a Bari la petizione firmata da circa 20mila persone per chiedere evidenze scientifiche prima di procedere all’eradicazione degli ulivi colpiti dal batterio della Xylella. All’incontro con Vendola oltre al presidente del Centro servizi volontariato Salento, Luigi Russo, è intervenuto tra gli altri anche il commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti.

Oggi e domani, a Bruxelles, si parlerà dell’emergenza ulivi nel Comitato fitosanitario permanente. Vendola ha scritto nei giorni scorsi al commissario europeo per la Salute, Vytenis Andriukaitis, per evidenziare alcune criticità che sono contenute nella bozza della decisione comunitaria, prima tra tutte il mantenimento della misura di estirpazione di tutte le piante ospiti di Xylella nel raggio di 100 metri da una pianta infetta.

"Oggi ho accolto ben volentieri – ha spiegato Vendola - una parte delle decine di migliaia di firme che stanno giungendo dal Salento e da diverse parti d’Europa. Noi siamo molto sensibili al fatto che la Xylella rivela l’infiacchimento di una agricoltura sottoposta all’abuso della chimica, in un’epoca di riscaldamento atmosferico, in cui quindi i parassiti si sviluppano più facilmente. Abbiamo lottato a Bruxelles affinchè - ha aggiunto – non ci fosse l’eradicazione massiccia come terapia che noi continuiamo a considerare particolarmente drammatica. Chiediamo alla comunità scientifica di aprirsi alle esperienze dal basso, a quelle che sono fatte nel territorio salentino". "Chiediamo – ha proseguito Vendola – che nella zona infetta dove si deve imparare a convivere con la malattia ci possa essere un impegno massiccio e la Regione farà la sua parte per sperimentare pratiche alternative a quelle del taglio degli alberi. Noi continuiamo a dire al mondo agricolo di liberarsi dalla cattiva abitudine di non fare le pratiche agronomiche, arare, potare ed estirpare erbe".
"E speriamo che dal male venga il bene, che – secondo Vendola – è lavorare sempre più per far emergere un modello fondato sul biologico, sulle pratiche tradizionali, di un mondo agricolo che ha ceduto competenza e scettro alle multinazionali della chimica".

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