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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 20:20

Bestiame abbattuto per diossina, il gip dispone sequestri

Bestiame abbattuto per diossina, il gip dispone sequestri
TARANTO - Il gip di Taranto Vilma Gilli ha disposto il sequestro conservativo dei beni (87 proprietà) riconducibili a 15 ex dirigenti dell'Ilva, 10 dei quali sono imputati nel processo per il presunto disastro ambientale provocato dal Siderurgico. A rivalersi nei confronti degli ex dirigenti Ilva sono stati Angelo, Vincenzo e Vittorio Fornaro, titolari della masseria Carmine, che ha subito l'abbattimento dei capi di bestiame a causa dei veleni prodotti dall'Acciaieria.

L'ordinanza di sequestro conservativo, secondo il Quotidiano, riguarda beni nella disponibilità di Nicola Riva, Fabio Arturo Riva, Giuseppe Casartelli, Cesare Corti, Girolamo Archinà, Francesco Perli, Salvatore D'Alò, Salvatore De Felice, Ivan Di Maggio, Bruno Ferrante, Angelo cavallo, Adolfo Buffo, Alfredo Ceriani, Giovanni Rebaioli e Lorenzo Liberti.

Il processo chiamato 'Ambiente svenduto' inizierà il 20 ottobre prossimo. Il gip Gilli, nell'ordinanza, ricorda come, essendo stata disposta in fase di udienza preliminare l'esclusione di Ilva spa, Riva Fire e Riva Forni elettrici dalla responsabilità civile, la parte lesa "non può che trovare soddisfazione del proprio credito nei patrimoni personali degli imputati, in caso di condanna".

Gli imputati, per la parte che compete loro, sono stati nominati custodi giudiziari dei rispettivi immobili. Ventinove delle proprietà individuate sono nella disponibilità dei fratelli Nicola e Fabio Arturo Riva.

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