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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 01:31

Ilva, Usb denuncia: problemi di sicurezza nell'Acciaieria 1 E c'è un allarme amianto

Ilva, Usb denuncia: problemi di sicurezza nell'Acciaieria 1 E c'è un allarme amianto
TARANTO – L'Usb (Unione sindacale di base) di Taranto ha presentato un esposto allo Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Asl chiedendo un intervento urgente "viste le gravissime problematiche di sicurezza inerenti Acciaiera 1" dell’Ilva, che dovrebbe essere riavviata domani dopo essere stata ferma per oltre 4 mesi nell’ambito degli interventi prescritti dall’Autorizzazione integrata ambientale".

Per l’Usb "urgono una serie di interventi di carattere ordinario che non sono stati effettuati pur avendone avuto il tempo. In particolare la postazione del sinottico addetto calcolo e carica che Ilva aveva garantito sarebbe stata posta fuori dal capannone, di cui la scrivente già nei mesi precedenti aveva denunciato la pericolosità vista la vicinanza con le paiole e il bilico 7, è rimasta ubicata nella stessa postazione pre-fermata".

Inoltre, la "zona taglio Lance a 2 piano è sprovvisto di aspirazione. Si continuano a martellare le lance e le siviere all’interno del capannone senza un’apposita cappa di aspirazione che raccolga i fumi e senza aver trovato rimedio al fortissimo rumore che ne deriva". Per questo il sindacato di base sollecita "un intervento immediato a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori".

Non solo. Da circa 20 giorni si sta provvedendo alla demolizione della batteria 10 del reparto Cokerie dell’Ilva e "sappiamo che all’interno della batteria c'è presenza di amianto, sappiamo che nei dintorni operano centinaia di lavoratori". Lo segnalano gli attivisti del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, di cui fanno parte anche operai del Siderurgico. "Sappiamo che l’impianto - aggiungono – è a ridosso di un quartiere popolato da uomini, donne e bambini, sappiamo che il mesotelioma ha falcidiato il nostro territorio con percentuali altissime, ma ahinoi non sappiamo se l’amianto è stato trattato per essere rimosso, se sono state utilizzate tutte le procedure previste dalla legge. Della questione – concludono – sono al corrente i custodi giudiziari, l’Arpa Taranto e lo Spesal".

Infine, in una nota il co-portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti affermano che "Il 31 luglio è la scadenza prevista dalla legge entro la quale Ilva deve avere realizzato l'80% delle prescrizioni ambientali previsto dall’Aia. Oggi 30 luglio l’inquinamento diffuso e i fenomeni incontrollati e dannosissimi come gli slopping, continuano a rappresentare indisturbati un incombente pericolo per la salute dei tarantini".

"L'inquinamento e fenomeni illegali come gli slopping – aggiungono – continuano ad avvenire mentre i ministri Galletti e Guidi raccontano sciocchezze ovvero che Ilva ha rispettato gli impegni delle prescrizioni ambientali relativi all’80%". I due ambientalistI allegano alla loro nota foto che "sono la conferma di quanto siano diverse dalla realtà le loro affermazioni. Noi – osservano – faremo valere i diritti di un’intera città nelle sedi competenti, aprire dall’autorità giudiziaria, contro chi continua ad ingannare la popolazione tarantina".

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