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serie c

Il Lecce ingrana la quinta
ed è solo al comando
Liverani: «Ci piace soffrire»

Il tecnico applaude: «Campo impossibile, non era facile. Il primato? Uno stimolo»

Lecce calcio esulta Caturano

JUEVE STABIA - LECCE 2-3

JUVE STABIA (4-3-3)
Branduani 5.5; Dentice 6, Allievi 5.5, Morero 5.5, Crialese 6; Mastalli 6, Viola 6, Matute 5.5 (22’ st Capece 6); Lisi 6 (40’ st Canotto sv), Paponi 6.5, Strefezza 6 (12’ st Simeri 6). A disp.: Bacci, Awua, Nava, Costantini, Gaye, Bachini, Zarcone, Calò, D’Auria. All.ri: Ferrara e Caserta 6
LECCE (4-3-1-2)
Perucchini 5,5; Lepore sv (15’ pt Drudi 6), Cosenza 7, Marino 5,5, Di Matteo 6; Armellino 6, Arrigoni 6, Mancosu 6; Pacilli 6.5 (14’ st Tsonev 6); Caturano 7, Di Piazza 6.5 (29’ st Torromino 6). A disp.: Chironi, Vicino, Riccardi, Valeri, Lezzi, Gambardella, Avantaggiato, Schena. All.: Liverani 6.5
Arbitro. Maggioni di Lecco 6

CASERTA - Tre gol a partita con Fabio Liverani in panchina. Niente male per il tecnico romano, chiamato a dare linfa ai giallorossi. «Vero. Ma io vorrei prenderne qualcuno in meno». Sorride, Liverani, e ne ha ben donde. Poi passa subito alla disamina del match. «Il campo era quello che era, non aiutava sicuramente la manovra. Abbiamo visto una partita molto fisica, con molte seconde palle, una gara difficile, inutile nasconderlo. Ci prendiamo altri tre punti ma dobbiamo ancora lavorare, il calcio non è facile per niente».

Una verità forse traspare dall’esito del match. «La squadra ha imparato a soffrire. Paradossalmente in vantaggio di due gol i miei ragazzi pensano a me e vogliono farmi soffrire fino alla fine (sorride ndc). Evidentemente piace questo tipo di sofferenza. Con due gol di vantaggio, infatti, dovremmo essere più tranquilli, invece...».

Fa gli applausi ai suoi ragazzi, per i tre punti, per la partita fatta, perché non era facile raggranellare tre vittorie in sette giorni, anche giocando gli ultimi venti minuti con un uomo in meno per l’infortunio di Drudi. Spiega ancora Liverani. «Effettivamente devo ringraziare i miei calciatori perché nonostante qualche defezione, qualche ragazzo fuori, nonostante il campo in quelle condizioni (sarà il giudizio un po’ di tutti ndc) sono riusciti a vincere una partita contro una squadra difficile e scorbutica. Nel complesso abbiamo fatto tre vittorie in una settimana, direi non male».

Il discorso si sposta su Mario Pacilli. «Ha qualità, dribbling, cambio di passo. Era una partita difficile, lui mi piace perché ha voglia di lottare, fa scivolate, insegue l’avversario, insomma lotta fino alla fine, e questo è un bel segnale. Certamente, finora, era stato quello più sacrificato ma devo dire che, come ho detto anche ai miei ragazzi, c’è spazio per tutti».

Insomma il turno arriva per tutti ed il primo posto in classifica, seppur provvisorio, lo sta a testimoniare . «Il primo posto deve essere un monito per migliorarci sempre. Non siamo perfetti - prosegue Liverani - ed in campo lo si vede. Mi riferisco al fatto che concediamo troppo su disattenzioni abissali. In particolare oggi abbiamo subito un gol con un uomo in vantaggio sulla palla. Il nostro giocatore (Marino, ndc), che per il resto ha giocato benissimo, deve essere preparato mentalmente al fatto che, in vantaggio di due gol, questi mezzi falli c’è la possibilità che non vengano fischiati. Quindi si deve regolare di conseguenza».

Italo Prini

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