Domenica 22 Luglio 2018 | 16:54

Calcio

È già grande il Lecce di Pettinari: «Le neopromosse? Fanno bene»

L’ex del Pescara si presenta: Totti nel sangue, Liverani nel cuore

È già grande il Lecce di Pettinari: «Le neopromosse? Fanno bene»

Stefano Pettinari

LECCE «Ho scelto il Lecce senza esitazioni perché il club salentino ha dimostrato di volermi fortemente e perché ritroverò come allenatore Liverani, con il quale ho lavorato alla Ternana nel 2016/2017. Il tecnico romano ha assunto le redini della squadra umbra quando eravamo reduci da sette sconfitte consecutive ed occupavamo l’ultimo posto. Ha dato coesione e nuovo entusiasmo e una buona organizzazione di gioco alla squadra, permettendoci di inanellare risultati utili in serie e di centrare una salvezza della quale nessuno ci accreditava più»: sono queste le prime parole da nuovo calciatore del Lecce dell’attaccante Giacomo Pettinari, che ieri è stato presentato ufficialmente ai tifosi dall’amministratore delegato Alessandro Adamo.

Il neo giallorosso apprezza particolarmente un ex trainer della compagine salentina: «Devo molto a Zeman – sottolinea - che nella passata stagione, a Pescara, ha trovato la posizione ideale per le mie caratteristiche, impiegandomi da punta centrale e facendomi gravitare vicino all’area di rigore avversaria. Questa circostanza mi ha permesso di spendere meno energie e di arrivare più lucido all’appuntamento con il gol, tant’è che con lui in panchina, ho realizzato 12 reti nel solo girone di andata. In passato ho ricoperto anche gli altri ruoli offensivi, ma sono stato meno efficace in fase realizzativa».

Cresciuto nel settore giovanile della Roma, il suo idolo è Francesco Totti. «Per chi come me è nato calcisticamente a Trigoria – afferma Pettinari – Il punto di riferimento non può che essere lui». Nella sua carriera, il nuovo attaccante del Lecce, classe ‘92, vanta 7 presenze in A e 199 in B. Conosce quindi bene la serie cadetta. «Nelle ultime stagioni, le squadre neo promosse hanno fatto sempre bene – dice Pettinari – E’ fondamentale disporre di un gruppo solido e coeso e di una valida organizzazione di gioco, oltre che di calciatori di buona caratura tecnica, molti dei quali conoscano le insidie del campionato, che è molto equilibrato».

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