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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:42

Serie B | L'addio del tecnico

Colantuono, congedo soft
«Il Bari avrà un tifoso in più»

«Un onore allenare in una piazza così, che brividi al San Nicola»

Bari, Italia

L'allenatore di calcio Stefano Colantuono

Stefano Colantuono, ex tecnico del Bari

di Davide Lattanzi

CALCIO BARI - «Sono grato al presidente Cosmo Antonio Giancaspro per avermi fatto conoscere Bari: al San Nicola ho davvero provato i brividi». Così Stefano Colantuono saluta Bari. Domani il tecnico romano guiderà i biancorossi per l’ultima volta, nel match di Ferrara, contro la Spal che è riuscita ad approdare in serie A, laddove sperava di arrivare lui con i galletti. «È stato bello scoprire questa splendida realtà» ha dichiarato ancora Colantuono. «Ringrazio i tifosi che ci hanno sostenuto sempre con grande presenza. Questa piazza mi rimarrà sempre nel cuore. Auguro al club di tornare in serie A, ovvero la categoria che merita. Una cosa è certa: ora il Bari ora ha un tifoso in più».

Si chiude, quindi, l’era del trainer di Anzio: un epilogo scontato sia per dinamiche contrattuali (rinnovo automatico solo in caso di promozione), sia per l’esito sportivo di un’annata chiusa molto al di sotto delle aspettative. I numeri affermerebbero una realtà evidente: la classifica rispecchia il valore di un gruppo lontano dalle prime. La tendenza, dalla gestione tecnica di Roberto Stellone (che aveva cominciato il torneo) a quella di Colantuono (salito in sella a novembre) ha subito minime variazioni. L’allenatore ex Frosinone, infatti, ha raccolto 16 punti in 13 turni (media 1,23 a partita): con lui, il Bari ha realizzato 13 gol (uno a gara) e ne ha subiti 15 (media 1,15 a match). Colantuono, invece, conta 40 punti in 28 giornate (media 1,42 a partita), con 25 gol all’attivo (0,89 ad incontro) e 27 al passivo (0,96 a sfida). Il rendimento esterno è stato il tallone d’Achille di entrambi i tecnici: 6 punti in sette viaggi con Stellone, 8 in 13 incontri fuori casa con Colantuono. Il totale di 14 punti incassati lontano dalle mura amiche pone il Bari al terzultimo posto della graduatoria in trasferta (solo Entella con 13 e Ternana con 12 hanno raccolto meno dei galletti).

C’è, però, una sostanziale differenza nell’epopea dei due allenatori. Perché Colantuono ha avuto a disposizione gente del calibro di Floro Flores e Galano, nonché una rosa numericamente folta come poche altre. Senza dubbio, gli infortuni arrivati in una serie impressionante, anche a scapito dei big Floro Flores e Brienza costituiscono un forte alibi. Non sufficiente, tuttavia, a giustificare il disastroso rendimento degli ultimi due mesi: 10 punti in 13 giornate, quattro gol segnati, la vittoria che manca addirittura da 7 turni sono dati che somigliano ad una resa incondizionata. Eppure, al suo arrivo, Colantuono aveva saputo destreggiarsi nell’emergenza: pur dovendo ricorrere a baby come Scalera, Doumbia e Castrovilli, aveva raccolto 13 punti in 8 turni, chiudendo l’andata in zona playoff.

Ma con il passar del tempo, non è più riuscito a trasmettere al gruppo la sua proverbiale grinta. La ricorrente ricerca di scusanti (dagli infortuni all’«allergia» ai campi sintetici) lo ha reso inviso a buona parte del pubblico che ha finito con il contestarlo. Inevitabile che la sua strada si dividesse dal Bari. In fondo, è meglio così per tutti.

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