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Venerdì 24 Novembre 2017 | 12:12

Buongusto

Vendemmia sotto il segno della grande afa, ma uve sane: in cantina la festa è iniziata

UNA FESTA ANTICA - E dopo un anno di lavoro la raccolta dell'uva

UNA FESTA ANTICA - E dopo un anno di lavoro la raccolta dell'uva

DI ANTONELLA MILLARTE

BUONGUSTO - Caldo afoso, la pioggia che è quasi diventata un ricordo e le forbici già in azione. Ciak si gira, è la vendemmia 2017 che ha già preso il via con alcune settimane di anticipo. Diciamolo subito: uve sane, di altissima qualità. Sarà invece la quantità a subire un colpo al ribasso: per ora, circa un 20% in meno rispetto al 2016.

“Rimarrà nella storia come una vendemmia molto impegnativa, sia per gli agronomi in vigna che per gli enologi in cantina”, sottolinea Massimiliano Apollonio, presidente di Assoenologi di Puglia, Basilicata e Calabria. Occhio, però, che queste cifre che lui condivide con La Gazzetta del Mezzogiorno non sono stime ufficiali, quelle potranno esserci dopo il 20 agosto precisa il presidente Apollonio.

Ma il meteo, con caldo estremo, di questa estate ha fatto accelerare tutte le attività legate alla raccolta delle nostre uve, preziose. Anzi preziosissime visto che i due maggiori prodotti esportati del Made in Italy agroalimentare sono il vino e l’ortofrutta.

Protagonista assoluto il termometro, che resta fisso troppo in alto, con una anomalia: la scarsa escursione termica fra il giorno e la notte. Solitamente raggiunto il picco dei 40 gradi di giorno, le notti estive sono carezzevoli, anche con poco più di 20 gradi e la necessità di un giacchino per le signore. Niente da fare questa estate, con le minime notturne altissime.

La tradizione, ancora una volta, si è rivelata vincente visto che – come fa notare Apollonio – le vigne stanno soffrendo di meno sono quelle ad alberello, con le larghe foglie che stanno aiutando a sopravvivere al grandissimo caldo.

E’ già terminata la raccolta delle uve base spumante, per lo Chardonnay in Salento la vendemmia ha mosso i primi passi circa due settimane prima del solito. Altro effetto della calura è che la gradazione alcolica è sostenuta, perchè le uve sono più zuccherine.

Che succederà ora con i rossi? Il Primitivo, si sa e lo dice già il nome, sarà il primo ad essere raccolto e per le vigne vicino al mare già si è in procinto di tagliare le uve.

A seguire il Negroamaro e il Sussumaniello, quindi la festa antica che è la vendemmia arriverà in Valle d’Itria. Proseguirà verso Castel del Monte e le montagne del foggiano con il Nero di Troia. Quindi l’Aglianico, gemma del Vulture.

Per le prossime settimane, se il caldo eccessivo proseguirà, il timore potrà essere il blocco di vegetazione – spiega Apollonio - tranne per chi ha potuto intervenire con l’irrigazione di soccorso.

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