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Venerdì 17 Novembre 2017 | 18:43

Buongusto

La riscossa, nasce il primo vino comune Viva Bianco
A Locorotondo la musica rivaluta le uve

IN VIGNA - L'antica varietà Marchione in Valle d'Itria

IN VIGNA - L'antica varietà Marchione in Valle d'Itria

di Antonella Millarte

BUONGUSTO - Soffia un vento nuovo fra i muretti a secco della Valle d’Itria, dove è tutto pronto per stappare la prima bottiglia di Viva Bianco. Frutto del lavoro congiunto della maggior parte delle cantine di questo angolo del Tacco d’Italia, dove da sempre il bianco è una tradizione, che ha saputo resistere anche negli anni bui nei quali il vino rosso da taglio ha travolto tante uve bianche.

Sarà un blend, non solo di uve ma soprattutto della nuova generazione di vignaioli che ha superato le antiche barriere, credendo in un progetto di marketing collettivo.

La mano, tecnicamente, è stata quella degli enologi Francesco Miali e Claudio Sisto ma il lavoro ha preso il via su impulso di Ninni Laterza, un vero e proprio motore di idee nel mondo dello spettacolo ed anche enologico, sua professione abituale. E’ lui che, con il supporto di Giuseppe Cupertino presidente Fondazione Sommelier Puglia, ha messo insieme i produttori ed ha avuto la capacità di realizzare l’antico sogno di riunire le forze per misurarsi in nuove sfide.

Salmone, come il colore tenue dell’uva Marchione, dimenticata per troppo tempo come ricorda l’enologo Benedetto Lorusso. Giallo oro, come l’uva di Minutolo, riscoperta da qualche anno con il lavoro tenace iniziato dall’enologo Lino Carparelli. Verde, come il verderame di cui resta segno indelebile sulle chianche dei trulli che si affacciavano su una vallata disegnata da vigne opulente. La Valle d’Itria nel 1929 possedeva 19.000 ettari di vigneti, nel 2005 erano solo 2.500, oggi ancora di meno e con una riduzione del numero di vitigni, aggiunge Vito Nicola Savino, presidente ITS Agroalimentare.

Questo vino fatto a più mani è il “simbolo di una squadra e di un territorio, speriamo possa essere l’inizio di un percorso che porti noi produttori a collaborare in modo continuativo – dice Marianna Cardone - per la promozione del territorio e dei vini bianchi della valle d’Itria”. “Intanto riportiamo nel calice uve come il Maresco che sono un patrimonio per la nostra biodiversità”, conclude Angelo Soleti, enologo. Ed ora riflettori puntati su Locorotondo, per il Viva Festival che dal 15 al 20 agosto sarà animato dalla musica elettronica, col sapore di un nuovo vino con sole 4.000 bottiglie prodotte.

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