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Martedì 21 Novembre 2017 | 11:11

La grappa Nonino friulana incanta a Fasano

Festeggia a Borgo Egnazia i 120 anni dalla fondazione della distilleria

FOTO DI FAMIGLIA - Le sorelle Antonella, Elisabetta e Cristina Nonino

FOTO DI FAMIGLIA - Le sorelle Antonella, Elisabetta e Cristina Nonino

Sono quasi coetanee, hanno superato abbondantemente un secolo ma sembrano delle ragazzine. La grappa, made in Friuli, e La Gazzetta del Mezzogiorno, made in Puglia, sono nate rispettivamente 120 e 130 anni fa. Figlie entrambe di una tessuto produttivo agricolo, distante oltre 1000 chilometri, ma accomunato da quel concetto virtuoso secondo i quale «non si butta nulla».

Il distillato, una cultura molto radicata nel nord ma che al sud – così attento a ciò che c’è nel calice e nel piatto – vanta ampie schiere di appassionati e conoscitori.

«La grappa è l’espressione più bella della civiltà contadina. Mio nonno Orazio non possedeva nulla, solo la sua energia fisica», ci racconta Cristina Nonino, che insieme ai suoi genitori ed alle sue due sorelle prosegue questa produzione di valore. «Le vinacce erano, per il latifondista, un prodotto di scarto. Che farne? Oggi parliamo di genio, allora era pura sopravvivenza», dice con grande energia Cristina Nonino.

La sua famiglia ha creato le tanto amate grappe monovitigno, e registrato il marchio.

Tutto il resto è storia, anche recentissima di chi continua a investire in innovazione con il cuore radicato nella tradizione che, per la grappa, significa soprattutto la scelta accurata di materie prime di eccellenza.

La giungla, quella legislativa, assedia i veri prodotti artigianali in mille modi arrivando a proporre quelle che, solo di nome lo sono, grappe anche all’80% in meno del costo di un prodotto di qualità, sottolinea con forza Nonino. Intanto, i cockatil giovani e frutto della mixology aprono un nuovo arcobaleno di utilizzo di un antico prodotto.

Come fare a districarsi nella giungla di etichette? Per la grappa, prosegue Nonino, «noi mettiamo in evidenza il livello zero di coloranti e il processo di produzione interamente, e autenticamente artigianale». Invece, secondo la legge si può chiamare grappa artigianale anche ciò che viene solo imbottigliato e non prodotto.

Ai pugliesi, che per decenni hanno combattuto e vinto contro una legge analoga che consentiva di chiamare italiano olio che veniva solo imbottigliato nel Belpaese, la problematica risuona come familiare.

Intanto, a livello internazionale, l’eccellenza italiana che ieri ha brillato in una degustazione magistrale di grappa a Borgo Egnazia, è emersa anche al ProWine di Dusseldorf  dove  le Distillerie Nonino sono  state  insignite del  prestigioso Meininger Award come premio alla imprenditorialità.

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