Domenica 22 Luglio 2018 | 20:38

a brindisi

Dipinti dei ragazzi
per abbellire
il reparto di Ematologia

incontro a scuola

BRINDISI - Mercoledì 7 febbraio 2018 presso l’Aula magna del Liceo artistico e musicale “Simone-Durano”, gli studenti degli indirizzi Arti figurative e Grafica hanno incontrato Domenico Pastore, primario dell’unità Operativa Complessa di Ematologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi, la Dr.ssa Marisa Yildrim, psicologa del reparto e una volontaria dell’associazione BrinAil (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mielomi) sez. di Brindisi, sig.ra Dorina Zammillo. Il Liceo artistico, sensibile non solo alle questioni afferenti al proprio indirizzo, ma anche alle tematiche sociali, apre le sue porte al territorio e ai problemi che lo attraversano.

L’incontro, inserito nell’ambito delle iniziative programmate per la settimana dello studente, ha avuto lo scopo di approfondire una proposta di collaborazione lanciata dall’associazione Brinail che prevede la realizzazione di alcuni dipinti per abbellire le stanze del reparto di ematologia e del DH. Il Dott. Pastore, rivolgendosi ai ragazzi, ha illustrato la necessità di umanizzare il percorso di cura, di superare la negatività, il pessimismo e la tristezza che la malattia porta con sé e l’urgenza di far arrivare il colore, la vita, la speranza nel reparto per infondere positività a chi è toccato dalla malattia.

La psicologa, invece, dopo aver spiegato che era il Cancro nelle varie forme di leucemia, linfomi, mieloma, la malattia della quale si parlava, ha descritto gli stati d’animo che accompagnano il paziente dal momento dell’esordio della malattia, alla scoperta della diagnosi, alle cure. Rabbia, paura, senso di precarietà, tristezza sono un turbinio di emozioni negative non facili da metabolizzare e interessano non solo il paziente, ma anche i familiari. La malattia, ladra della quotidianità, sospende il trascorrere normale del tempo che si trasforma in un tempo di attesa, un tempo senza tempo. Entrare in ospedale spesso si tramuta in angoscia, quello è il luogo in cui la malattia ha il sopravvento e non si vede l’ora di terminare il percorso di cure per spogliarsi di quella veste scomoda e cancellare quegli odori che risvegliano il dolore. I luoghi ospedalieri che si frequentano nel periodo delle cure sono senza colore, lontani dalla vita che trascorre normalmente, luoghi asettici e fin troppo essenziali, in cui è difficile spaziare anche solo con la mente.

La dottoressa Yildrim ha fatto riferimento all’arte e ai colori e alla loro capacità di produrre effetti benefici sull’umore. Ha spiegato che i dipinti renderebbero più accoglienti gli ambienti del reparto e contribuirebbero a produrre effetti positivi sullo stato d’animo dei pazienti e sul processo di cure e guarigione.

La volontaria Brinail, la sig.ra Zammillo, dopo aver elencato i vari modi in cui l’associazione intende stare vicino all’ammalato, ha approfondito la figura del volontario, persona sensibile ai temi sociali, che per vari motivi ha deciso di dare un contributo per aiutare il prossimo. Per il volontario Brinail la felicità deriva dal contribuire a sollevare l’umore di quanti soffrono a causa della malattia. Quindi intrattenersi con loro a parlare con il pretesto di offrire il Tè, ideare progetti nei quali coinvolgere i pazienti, organizzare laboratori creativi per passare il tempo diventano modi per “coccolare” chi soffre, in maniera differente, facendo così distogliere lo sguardo dalla malattia che in un attimo ha contagiato passato, presente e futuro del paziente.

Ecco quindi che trasformare quel tempo di attesa in un tempo proficuo diventa una missione per il volontario Brinail. Con il progetto Passa (il) Tempo per esempio il volontario porta dentro l’ospedale quel tempo che fuori trascorre normale e stimola il paziente a realizzare delle creazioni un po’ per tutte le occasioni (Natale, Pasqua, la primavera); così il tempo passa velocemente e la cosa più importante alla quale pensare è solo come completare la creazione che a casa avrà sicuro una collocazione.

L’esperienza più bella che fa il volontario quando dona il proprio tempo è constatare che quello che si è dato è piccola cosa rispetto a quello che si è ricevuto.

L’incontro si è chiuso con il mandato ai ragazzi di riempire quegli spazi di sofferenza delle stanze dell’ospedale, facendosi ispirare dalla loro sensibilità e creatività e mettendoci dentro vita, colore e speranza per inondare lo sguardo di chi per ammazzare il tempo vorrà perdersi a contemplare, traendone conforto.

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