Sabato 21 Luglio 2018 | 19:40

polemiche

Brindisi, ma quale «zona rossa»
di sera parcheggi a sbafo

parcheggi a brindisi

BRINDISI - Quando il gatto non c’è, i topi ballano. E di “topi” (di... parcheggi a sbafo), sabato sera, se ne sono contati a decine, in barba ad ogni prescrizione sancita dal nuovo Piano della Sosta, entrato in vigore dal primo del mese in corso.

Il famoso proverbio calza a pennello con la paradossale situazione che si sta vivendo in questi primi giorni di sperimentazione nella cosiddetta “zona rossa”, comprendente le vie limitrofe a Palazzo di Città dove si può parcheggiare a condizione di pagare il ticket ad un euro per la prima ora e a due euro per quelle successive. In conseguenza di ciò, si assiste puntualmente ad un deserto di auto su via Santi, via Casimiro e piazza Matteotti (tanto per citare le più importanti) durante le ore diurne, mentre la sera - per l’appunto sabato scorso, primo giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo del ticket sino alla mezzanotte - si viene a configurare l’esatto scenario opposto: file di veicoli in sosta, per la maggior parte “fuorilegge”, ovvero sprovvisti di regolare ticket.

Qualcuno dirà: era facilmente prevedibile ed in effetti, in assenza di puntuali controlli da parte degli ausiliari del traffico (il cui normale orario di servizio termina alle 20 ed evidentemente non si è protratto per le quattro ore successive), gli habituè della zona contigua e retrostante al teatro Verdi ne hanno inevitabilmente approfittato, lasciando le auto parcheggiate (a sbafo) per l’intera serata.

L’interrogativo che, a questo punto, i residenti di quella parte del centro storico si pongono è: che senso ha tutto ciò? Che vantaggi possono derivarne al Comune se di giorno parcheggiano poche “anime” e di sera (specie il sabato) si riempie di “furbetti” che evadono il pagamento del ticket?

Ai più, insomma, l’idea di introdurre questa “zona rossa” continua ad essere indigesta e non è un caso che sui social network si susseguono proteste e rimostranze da parte di chi si sente penalizzato e discriminato rispetto a chi abita in altre vie del quartiere.

Siamo, invero, in fase di sperimentazione, per cui non è detto che a breve termine, in ragione delle polemiche in crescendo, non si riveda la decisione e si finisca con il cancellare quella “zona rossa” e con il ripristinare le strisce blu con pass e abbonamenti validi. Di certo... sarebbero contenti in tanti. [p. potì]

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