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Una petizione al sindaco per far rimuovere il tetto in amianto dell'ex cinema

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Una petizione al sindaco per far rimuovere il tetto in amianto dell'ex cinema

Adele Galetta

ceglieUna raccolta firme per chiedere al primo cittadino, in qualità di autorità garante della salute pubblica, di rimuovere il tetto di amianto dell’ex Cinema Argentieri.

Sarebbe questo, infatti, l’intento dei residenti della zona dove, a quanto pare, negli ultimi vent’anni si sarebbe registrata un’elevata incidenza di morti per cancro, una quindicina di decessi per tumore allo stomaco, esofago e seno. Non è detto, ovviamente, che le morti siano legate alla presenza delle lastre di amianto dell’ex Cinema ma i residenti vogliono che quei 700 metri quadrati di copertura vengano al più presto rimossi perchè potenzialmente pericolosi visto che, in più occasioni, le fibre si sarebbero frantumate e sarebbero cadute al suolo, costringendo anche alla chiusura della strada.

«Abbiamo già inviato due ordinanze ai proprietari dello stabile, i fratelli Torroni per mettere in sicurezza il Cinema – dichiara il sindaco Luigi Caroli –; la situazione non è facile da gestire, intanto per l’ingente costo da affrontare (siamo su circa 200 mila euro) e poi per la difficoltà nello smaltimento vero e proprio perchè i tempi sarebbero lunghi in quanto non è possibile entrare con i mezzi all’interno dello stabile per la precaria stabilità. Stiamo monitorando comunque la situazione e faremo il possibile per risolverla».

L’amianto è in grado di far migliaia vittime, prima e ancora dopo quella data. Si tratta di un vero killer, silenzioso, latente, subdolo, spietato, secondo l’ultima ricerca pubblicata sulla rubrica Salute24. Ciò in quanto i danni provocati dall’inalazione delle sue polveri scatenano una “reazione atomica” che si manifesta 20, 30 anni dopo la contaminazione. L’uso più massiccio di amianto è avvenuto in edilizia, soprattutto nel periodo che va dal 1965 al 1983 come cemento-amianto (eternit) ma è fuori legge dal 1992.

Il Cinema-Teatro Argentieri - per i cegliesi “u cineme vecchje“ - è legato ad un periodo storico importante sia dal punto di vista sociale e culturale della città. Per decenni in quella sala intere generazioni hanno potuto assistere alla visione di pellicole di avventura, d’amore e comiche. E non solo, sul suo palco si sono esibite le più importanti compagnie teatrali degli anni ‘50, ‘60 e ‘70. La struttura era, anche, utilizzata per le feste di matrimonio e in estate si poteva assistere all’apertura del tetto. I fratelli Torroni sono anche i proprietari dell’omonimo Cinema sito a pochi metri di distanza, detto anche “u cineme nueve”, chiuso a metà degli anni ‘90, dove si poteva assistere a pellicole rimaneggiate che un paio di mesi prima erano state proiettate a Francavilla Fontana o a Ostuni.

Entrambe le strutture, al momento, vivono in stato di abbandono. Nel 2010, per la struttura di via Gioberti, i fratelli Torroni, con un progetto a firma dell’arch. Alfredo Quaranta, ne avevano previsto la demolizione e la realizzazione di edifici ad uso residenziale. Ma il progetto non è stato portato a compimento. Secondo indiscrezioni per entrambe le strutture sarebbe vicina la vendita.

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