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Lunedì 18 Dicembre 2017 | 09:44

Falso finanziere «protagonista»
di una truffa con calendario storico

Commerciante paga 176 euro e riceve a casa un'altra pubblicazione

Falso finanziere «protagonista» di una truffa con calendario storico

FASANO - Il sedicente finanziere che gli ha telefonato gli ha proposto l’acquisto del calendario storico della Guardia di Finanza. Quando ha aperto il pacco contrassegno che, a distanza di qualche giorno, gli è stato recapitato dal corriere, ha trovato una rivista dell’Arma dei carabinieri datata 2015, a cui erano stati contraffatti (in malo modo) i riferimenti dell’editore. Solo a quel punto un esercente di Pezze di Greco, la più popolosa frazione di Fasano, ha focalizzato di essere stato truffato. Il 33enne ha, quindi, informato di quello che gli era successo i carabinieri – quelli veri – che hanno avviato le indagini per risalire al truffatore. Negli accertamenti sono stati coinvolti i militari dell’Arma della stazione di Pezze di Greco e i detective del nucleo operativo (sono quelli che lavorano in abiti civili e si occupano delle più delicate attività di polizia giudiziaria) della compagnia di Fasano.

La vicenda ha avuto inizio il 29 novembre scorso, quando il titolare di un’attività commerciale ubicata a Pezze di Greco ha ricevuto sull’utenza telefonica fissa del suo esercizio la telefonata di una persona che si è presentata come un finanziere. Il sedicente militare delle Fiamme gialle ha proposto al commerciante l’acquisto del calendario storico della Guardia di Finanza alla “modica” cifra di 176 euro. L’esercente, che è un appassionato di pubblicazioni storiche ed è un “fan” delle forze dell’ordine, non ci ha pensato su neanche troppo. Ha detto alla persona che c’era dall’altra parte della cornetta e che, con ogni probabilità, era a conoscenza della circostanza che il commerciante pezzese è appassionato di pubblicazioni storiche, che accettava la proposta di acquisto. Il sedicente finanziere ha concluso la telefonata spiegando all’esercente che il calendario storico delle Fiamme gialle gli sarebbe stato recapitato presso la propria attività nei giorni a seguire da un corriere e gli ha anche detto che avrebbe dovuto saldare il dovuto con contrassegno. Il 1° dicembre – era venerdì – l’esercente ha ricevuto da un corriere il plico che aspettava. In quel momento la sua attività era piena di clienti e non ha avuto il tempo – sempre ammesso che avesse volontà di farlo – di controllare il contenuto del plico. Versato all’addetto alla consegna l’importo del contrassegno – 176 euro, per l’appunto –, il commerciante ha aperto la confezione quando ha avuto un attimo di tempo. In quel momento ha capito che gli avevano rifilato un “pacco”.

[Mimmo Mongelli]

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