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Martedì 21 Novembre 2017 | 20:13

Sviluppo e polemiche

Zona economica speciale
«Schiaffo» a Brindisi

Zona economica speciale  «Schiaffo» a Brindisi

di Antonio Portolano

BRINDISI - Brindisi «liquidata», proprio alla vigilia dell’insediamento dei gruppi di lavoro per le Zona economica speciale (Zes). Ennesimo schiaffo al territorio per chissà quali recondite finalità di natura politica?

Come leggere l’ennesima bastonata al capoluogo messapico dopo l’esclusione - proprio alla vigilia - dell’unico rappresentante brindisino in seno ai gruppi di lavoro per la Zes Adriatica?

Fuori la Camera di Commercio messapica presieduta da Alfredo Malcarne che tuona contro questa decisione ed ha già avviato le procedure per una reintegra in autotutela e l’adozione di «tutte le iniziative che gli uffici riterranno opportune per tutelare il territorio da questo atto scellerato».

«Egregio presidente, con la presente, le comunico che a causa di un refuso materiale sulla delibera di Giunta regionale che individua il gruppo di lavoro della Zes Adriatica, è stato inserito erroneamente il suo nominativo. Per tale ragione purtroppo le sono state inoltrate diverse convocazioni. A tal riguardo le comunico che non rientrando nel gruppo di lavoro de quo, non dovrà partecipare alla riunione in oggetto». Sono queste le quattro righe inviate dalla segreteria dell’assessore allo Sviluppo economico Michele Mazzarano.

La lapidaria comunicazione è arrivata nel tardo pomeriggio di martedì, ad uffici chiusi, e ieri mattina la triste scoperta gravissima per il suo contenuto perchè nessun rappresentante del tessuto imprenditoriale ed economico della città di Brindisi, potrà partecipare al percorso di redazione delle linee guida del piano strategico di sviluppo e del programma dei primi interventi da realizzare nella Zes che includerà i porti di Brindisi e Bari.

Non esiste alcun criterio plausibile per questa esclusione: «Fosse stato deciso che a rappresentare le Camere di commercio dovesse essere Unioncamere di Puglia - rileva Malcarne - allora ci sarebbe stato un unico rappresentante per tutti, ma nelle linee guida viene espressamente indicato che gli Enti camerali devono esserci».

«In 10 anni di presidenza - aggiunge piccato Malcarne - è sempre esistito un rispetto, una educazione istituzionale ed un confronto preventivo. Oggi ci troviamo di fronte ad un problema di mancanza di rispetto dei ruoli, della dignità di rappresentanza e della dignità di tutti gli imprenditori del territorio messapico».

Fuori quindi l’unico brindisino presente ai tavoli dal momento che nè il Comune capoluogo, nè Confindustria Brindisi erano stati inclusi nel gruppo di lavoro. Eppure nell’elenco dei componenti del gruppo di lavoro creato dalla Giunta regionale attraverso la delibera n. 1626/2017 pubblicata lo scorso 10 ottobre, insieme al presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale, a due rappresentanti designati dal Comune di Bari, a due rappresentanti della Città metropolitana di Bari, ai presidenti dei consorzi Asi di Brindisi, Bari e Foggia, al presidente di Confindustria Puglia, ai rettori dell’Università e del Politecnico di Bari, a un ordinario di diritto comparato dell’Università di Cagliari, al senatore Salvatore Tomaselli (nelle vesti di relatore della Zes), al presidente della Camera di commercio di Bari e ai consiglieri regionali eletti delle province di Bari, Brindisi, Foggia e Bat, includeva la Camera di commercio di Brindisi. (Le Zes sono aree geografiche nell’ambito delle quali un’Autorità governativa offre incentivi a beneficio delle aziende che vi operano, attraverso strumenti e agevolazioni che agiscono in un regime derogatorio rispetto a quelli vigenti per le ordinarie politiche nazionali).

Malcarne ha rimarcato l’evidente disparità di trattamento fra le città di Brindisi e Bari, se si considera che la prima sarà rappresentata, oltre al suo omologo, da quattro componenti (due in rappresentanza del Comune e due in rappresentanza dell’area metropolitana) mentre la città di Brindisi non avrà rappresentanti. Oggi, comunque, Malcarne, pur non risultando più fra gli invitati, si presenterà al tavolo convocato a Bari per le 10, con la speranza che almeno la Camera di commercio di Bari sia solidale con l’ente camerale di Brindisi.

«Si tratta di una esclusione ingiusta e iniqua - conclude Malcarne - avvenuta senza alcuna interlocuzione. Spero che si possa arrivare subito ad una reintegra e questi “errori formali” non dipendano dalla politica e da bassi ricatti».

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