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Sabato 18 Novembre 2017 | 09:32

ostuni

«Interrompere al più presto
i lavori della vasca a Pilone»

Sinistra italiana scrive al governatore sostenendo il comitato

«Interrompere al più presto i lavori della vasca a Pilone»

OSTUNI - Interrompere i lavori dell'impianto di sollevamento delle acque reflue sulle spiagge del Pilone è quello che chiede Sinistra Italiana al presidente Emiliano.

Una delle spiagge libere più belle del litorale adriatico brindisino, Marina di Ostuni, che rischia di essere compromessa dal punto di vista paesaggistico e ambientale a causa della progettazione di quest'opera.

Al momento i lavori avviati dall’Acqedotto pugliese senza comunicazione, risultano privi di autorizzazione paesaggistica, poichè la stessa, rilasciata in data 18/9/2012 e valevole fino al 18/9/ 2017 , non può essere ritenuta valida a causa di una considerevole variante. L' interramento parziale della vasca, con una superficie fuori terra di circa un metro, progettata con una tecnologia diversa che elimina l'edificazione del manufatto edile fuori terra, necessita di valutazione paesaggistica, che il soggetto proponente, l’AqP, inderogabilmente deve richiedere per la verifica della compatibilità.

«Condividiamo le preoccupazioni dei comitati e rinnoviamo l’invito al presidente Emiliano di rivalutare con attenzione il percorso finale della depurazione fognaria del progetto del Pilone che anche il tavolo di coordinamento convocato dal Ministero dell'Ambiente ha proposto di ripensare - è scritto in una nota -. Occorre effettuare una comparazione approfondita tra il progetto di AQP, quello del consorzio e la proposta progettuale del Comune di Ostuni. Per fare tutto ciò serve la sospensione dei lavori di realizzazione della Vasca di raccolta e sollevamento fino al termine dei lavori del tavolo di coordinamento. Sinistra Italiana appoggia in questa vicenda la comunità locale che come spesso accade è l’unica che riesce a coniugare le esigenze dell'interesse generale con la salvaguardia del territorio. Occorre formulare una proposta condivisa tra cittadini ed Amministrazione Comunale e la Regione e l'AQP devono saper cogliere con favore quanto avvenuto e riconvocare tutti gli Enti preposti per attuare la soluzione migliore, quindi quella meno impattante».

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