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Martedì 21 Novembre 2017 | 22:28

Arrestato un uomo

Ostuni, calci alla figlia incinta
perchè difendeva la madre

In carcere marito manesco (era agli arresti domiciliari) dopo l'ultima aggressione alle due donne

Ostuni, calci alla figlia incintaperchè difendeva la madre

OstuniCalci alla figlia incinta che difendendeva la madre. Tratto in arresto, su ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, un soggetto del posto che chiameremo <Antonio> per tutelare la riservatezza della moglie e dei figli, con l’ accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati ai danni della convivente e dei figli. La Polizia di Stato del Commissariato ostunese, diretto da Gianni Albano dopo una articolata e complessa attività investigativa, data la delicatezza del caso, anche dopo che l’uomo era in regime di arresti domiciliari per vari reati quali tentata estorsione, usura, lesioni personali ed altro, è stato associato alla casa circondariale di Brindisi.

L’arrestato maltrattava abitualmente la convivente e i figli, ponendo in essere nei loro confronti una serie di atti lesivi dell’integrità psicofisica, dell’onore e del decoro ed ingenerando, in questo modo, un continuo stato di ansia e timore psicologico e costringendoli ad un regime di vita mortificante e insostenibile. In molte occasioni (e ormai da oltre trent’anni), <Antonio> insultava e percuoteva la moglie rivolgendole offese del tipo: <puttana, sporca> e, imponendole il suo carattere prevaricatore da vero <marito/padre-padrone>; più volte la cacciava via di casa, sputandole anche in faccia.
Stesso comportamento l’uomo riservava nei confronti dei figli allorquando osavano intervenire in aiuto della madre e, in una delle tante circostanze (colpita alla testa con un cucchiaio di legno o, ancora, con un pugno in pieno viso), quando la figlia in stato di gravidanza aveva tentato d’intervenire, riceveva dal padre un violento calcio nel basso ventre con l’ordine per di più di non fiatare ulteriormente.

La paura di subire ulteriori violenze e patimenti d’animo impietriva le vittime, per tanto tempo incapaci di chiedere aiuto ma, all’ennesimo episodio di sopruso e violenza avvenuto per futili motivi all’inizio di questo mese, spingeva la moglie di <Antonio>, a trovare il coraggio di agire, denunciando tutto in lacrime dinanzi al Commissario che trasferiva la donna in un luogo sicuro e protetto.

La vicenda consente di porre l’accento sull’importanza dell’atto della denuncia in questo genere di situazioni in cui, anche una decisione ritardata di rivolgersi alla Polizia di Stato può essere fatale e rappresentare un punto di non ritorno per le vittime di soprusi e maltrattamenti di ogni genere.

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