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La polemica

Brindisi, Consales nella bufera
per quell'assunzione
in cambio del voto di favore

Il contratto al figlio del consigliere comunale Sergi nello staff del primo cittadino

consales

Sembrava, tre anni fa, che qualcosa dovesse cambiare. Trentasei mesi dopo, o giù di lì, Brindisi si conferma città sempreuguale a se stessa; una realtà-stagno grazie ad una classe politica che - a detta degli osservatori - la fa apparire una sorta di landa desolata. Le ultime vicende legate al mantenimento della poltrona nel palazzo di via Duomo, si collegano al «caso Sergi», ovvero all'assunzione nell'ufficio di staff del primo cittadino, del consulente tributario Antonio sergi, figlio del consigliere Luigi Sergi. L’unico “sussulto” di una Amministrazione che punta a risolvere i problemi, ma non sempre riesce negli intenti e si trascina dietro roventi polemiche e critiche.

Niente di male se non fosse perché il consigliere prima alleato del Pd essendosi candidato nella lista Scelta Civica, poi nemico giurato del sindaco e del Pd, proclamatosi indipendente; per poi tornare ad essere sostenitore del sindaco (non prima di aver strizzato l’occhio anche a Raffaele Fitto) al punto da votare a favore degli assestamenti di bilancio. Salvando dalla rovinosa caduta Consales, sempre votato alla ricerca dei numeri.

Una «stampella» che è costata alla città la somma di 8.300 euro (è l’onorario del consulente tributario fino al 31 marzo). Questo, per lo meno, quello che dicono gi avversari (e sono tanti) di Consales. Domanda legittima: dalla pianta organica dell’Amministrazione comunale è stata cancellata la «sezione Tributi-Finanze»? Perchè, se così non fosse, delle due l’una: o dirigente, funzionari, capi servizio e impiegati hanno scarsa conoscenza dei “Tributi”, e quindi, è legittima l’assunzione di un “consulente” oppure le voci di un «favore» sono più che veritiere.

Il percorso attuato è figlio di una sorta di compromesso interno alla maggioranza, con un aiutino esterno di dubbia valenza politica. Sulla questione ha profuso parole di condanna anche il commissario del Partito democratico, Sandra Antonica ed ha levato la sua voce anche il deputato dello stesso partito Elisa Mariano.

A difesa del sindaco il capogruppo consiliare Salvatore Brigante. Il quale per dar forza alla difesa anch’egli della poltrona, non ha pensato che la “question Sergi” avrebbe potuto essere la classica goccia che avrebbe potuto far traboccare il vaso. «Sparando» forte sul commissario e sul deputato.

Insomma, nel Pd brindisino siamo proprio arrivati alle torte in faccia. Come se non bastassero le reprimende che giungono dalla presidenza della Regione Puglia. Ci si fa del male anche restando in casa.

In tutto questo, l’unica a pagare è la città. Non solo per le 8.300 euro che saranno girate entro il 31 marzo al consulente tributario, ma soprattutto per un’immagine di litigiosità che non aiuta certo ad amministrare come si dovrebbe.

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