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Martedì 17 Ottobre 2017 | 13:35

Arrestato un nigeriano

Carovigno, picchia a sangue
convivente: non si prostituiva

Violenza di genere, un milionedi finanziamento dalla Regione

MIMMO MONGELLI

FASANO - Voleva avviare la sua compagna alla prostituzione e, di fronte al rifiuto della donna, l’ha picchiata e malmenata. A salvare una giovane nigeriana dal marciapiede è stata una provvidenziale telefonata al 112. Un cittadino, sentendo delle urla provenire dall’abitazione di una coppia di extracomunitari, ha chiamato il numero di pronto intervento dell’Arma. Dalla centrale operativa della compagnia CC di San Vito dei Normanni è stata inviata sul posto, a Carovigno, una pattuglia della stazione della città della N’zegna. Per quanto i militari dell’Arma possano avere fatto il prima possibile ad arrivare sul luogo dove era stato sollecitato il loro intervento, quando sono arrivati a casa della coppia il 27enne nigeriano non c’era più.

L’inferno. Dalla compagna del giovane immigrato i militari dell’Arma del capitano Diego Ruocco hanno raccolto (e verbalizzato) un racconto dell’orrore: tra le lacrime, la donna ha confessato ai carabinieri che il suo compagno si era messo in testa di avviare alla prostituzione. Resosi conto che lei era restia ad avere rapporti con uomini di ogni risma, il 27enne, che è stabilmente domiciliato a Carovigno, da giorni la sottoponeva a maltrattamenti, la picchiava, le vomitava addosso insulti di ogni tipo, la vessava. Il motivo della lite dell’altro giorno – una lite che si è rivelata provvidenziale dato che le urla della donna hanno attirato l’attenzione di un vicino di casa che ha chiesto l’intervento dei militari dell’Arma – era sempre lo stesso: il 27enne nigeriano insisteva con la sua compagna perché si prostituisse e lei rifiutava di prendere quella strada, che l’avrebbe portata ad annientarsi. E’ finita a parapiglia. L’uomo è andato giù duro, colpendo la sua compagna con calci e pugni. Le ha fatto male, tant’è che la giovane nigeriana ha poi dovuto fare ricorso alle cure dei medici del Pronto soccorso dell’ospedale di Ostuni, dove è stata “scortata” dai carabinieri. I medici, dopo averla visitata e praticato le cure del caso, l’hanno giudicata guaribile in venti giorni,

Al momento il presunto orco è riuscito a non farsi acchiappare dai militi. Allontanatosi di casa prima dell’arrivo della pattuglia dei CC alla guida di un’utilitaria, il 27enne nigeriano non è più rincasato. Non è escluso che si sia accorto dell’arrivo dei militari dell’Arma e, presagendo che la sua compagna avrebbe raccontato ai militi quello che le aveva fatto, ha pensato bene di rendersi uccel di bosco. I carabinieri lo stanno cercando. Anche ammesso che il giovane immigrato possa fare affidamento su amici e conoscenti disposti a “nasconderlo” in attesa che si calmino le acque, la sua “latitanza” dovrebbe essere breve.
L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia, un reato che il Codice penale punisce con la reclusione da due a sei anni.

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