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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:05

Forse abbandonate dai pescatori di frodo

Reti «fantasma» nelle acque
dell'oasi di Torre Guaceto

Reti «fantasma» nelle acque  dell'oasi di Torre Guaceto

CAROVIGNO - Le chiamano «reti fantasma», ma di fantasma hanno ben poco. Le reti fantasma sono comuni attrezzi da pesca che, abbandonati in mare dai pescatori, possono continuare svolgere l’azione di cattura della fauna marina per diversi anni. L’altro ieri una rete è stata recuperata dagli operatori sulla scogliera della Riserva Naturale di Torre Guaceto. In un luogo come la Riserva che regala natura a 360 gradi, questa volta è arrivata dal mare una rete da pescatore e, come spesso accade, il mare restituisce sempre quello che viene abbandonato. Ed è quello che è accaduto nel rinvenimento di una rete nella Riserva, giunta non si sa da dove o come, e cosa abbia impedito ai rispettivi proprietari di tirarla a bordo nella barca.

Il primo pensiero è che i pescatori si trovassero a ridosso o peggio ancora all’interno dell’area Protetta della Riserva, area con divieto di pesca, e che volessero portarsi qualche chilo di pesce. Sono numerosi infatti i pescatori di frodo che tentano di approfittare ma, grazie alla stretta collaborazione tra il Consorzio e le autorità, vengono fermati in tempo. Forse, per non incappare in qualche controllo e beccarsi la denuncia per pesca di frodo, i pescatori hanno con ogni probabilità preferito abbandonare alla deriva tutto quanto poteva essere corpo di reato, quindi la rete da pesca. «Uno dei problemi in ambito di conservazione degli habitat e tutela della comunità faunistica che affliggono i nostri mari, in particolar modo quelli poco profondi come l’Adriatico, è rappresentato dalle ghost fishing.

L’abbandono volontario, verificatosi in diversi episodi a Torre Guaceto, - spiega il Consorzio- capita soprattutto quando vi è il sopraggiungere per i normali controlli di routine dei mezzi della Capitaneria o del reparto navale della Guardia di Finanza. Nel tentativo di scongiurare il fermo in flagranza di reato, i pescatori di frodo abbandonato in mare i propri attrezzi da pesca». Non è la prima volta che nella Riserva accadono queste cose. Solo negli ultimi giorni il personale addetto della Riserva ha recuperato una grande rete fantasma che si era impigliata sugli isolotti di una delle spiagge dell’Area Marina Protetta, ma il pericolo è stato scongiurato grazie appunto all’intervento tempestivo degli operatori.

Pasquale Camposeo

carovignoinquietante rinvenimento e allarme lanciato dai responsabili del consorzio di gestione dell’area

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