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Sabato 16 Dicembre 2017 | 00:41

E' un 27enne

Stalker molestava ragazze
in cella marocchino a Ceglie

Il giovane palpeggiava le amiche della sua comitiva e le molestava anche in prsenza dei loro fidanzatini

Stalker molestava ragazzein cella marocchino a Ceglie

I Carabinieri della Stazione di Ceglie Messapica, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere nei confronti di E.R., un operaio 27enne marocchino con precedenti di polizia per furto, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di accertare che l’uomo, stabilmente domiciliato ed integrato nel centro messapico, si è reso protagonista – dal 2014 al luglio 2017 – di atti di libidine e palpeggiamenti nei confronti di due ragazzine poco meno che diciottenni, che frequentavano la sua stessa comitiva.

Le due minorenni, secondo quanto accertato dai Carabinieri, sono state oggetto anche di ripetuti atti persecutori  (molestie, aggressioni verbali e strattonamenti) unitamente ai rispettivi giovani fidanzatini,  coi quali avevano comunque iniziato delle stabili frequentazioni sentimentali, quasi fossero responsabili questi di avergli sottratto l’oggetto delle sue attenzioni.

Il provvedimento di custodia cautelare è stato firmato dal Giudice per le indagini preliminari, Paola Liaci, su richiesta del sostituto procuratore, Luca Miceli, della Procura di Brindisi. L’uomo è nel carcere di Brindisi.

I militari ricordano il numero telefonico gratuito antiviolenza e stalking 1522, attivo su tutto il territorio nazionale, istituito dal Ministero per le Pari Opportunità per fornire una risposta ed un aiuto da parte delle istituzioni a tutte le donne che subiscono violenze e abusi, o hanno bisogno di un supporto a causa di condizioni di disagio. Il servizio può fornire un primo supporto specialistico di accoglienza ed assistenza psicologica e giuridica e di indirizzo verso le strutture pubbliche e private presenti sul territorio: centri antiviolenza, forze dell'ordine, strutture sanitarie".

"La violenza nei confronti delle donne è un male che purtroppo non conosce confini, prescinde da cultura, ceto, strutture sociali, colpisce le società avanzate e quelle meno progredite e, come in questo caso, anche donne in giovane età. Il nostro paese non è immune da questo male, che si consuma nella maggior parte dei casi all'interno della cerchia delle persone vicine alla vittima". “La finalità della nostra vicinanza alla cittadinanza, anche in questo campo, è quello di far emergere il sommerso che, purtroppo, è ancora vasto in questa dolorosa materia”.

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