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Giovedì 24 Agosto 2017 | 12:45

La donna subiva in silenzio

Mesagne, botte alla moglie
il gip allontana il marito

Percosse, lividi e fratture mai denunciati hanno portato la Polizia a indagare su un 70enne ora interdetto

Mesagne, botte alla moglieil gip allontana il marito

MIMMO MONGELLI

Lei il coraggio di denunciare quel marito violento e manesco, che in più occasioni l’aveva riempita di botte e costretta a ricorrere alle cure dei medici, non lo ha mai trovato. Per sua fortuna ad accorgersi dell’inferno in cui viveva sono stati i suoi familiari, che si sono recati al commissariato di pubblica sicurezza di Mesagne e hanno denunciato l’aguzzino.
Ieri un mesagnese di 70 anni, di cui gli investigatori non hanno reso note le generalità nell’(unica) ottica di tutelare la vittima delle violenze, è stato raggiunto da un’ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. A notificare al 70enne il provvedimento del gip Tea Verderosa, emesso su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Iolanda Chimienti, sono stati i detective del vice questore aggiunto Rosalba Cotardo, dirigente del commissariato di polizia di Mesagne.

«Il destinatario della misura cautelare – hanno reso noto gli investigatori – è un uomo, marito e padre, classe 1947, che per anni ha prevaricato sulla mite donna, sua congiunta, la quale non ha saputo trovare la forza per denunciare che quelle fratture, quei traumi, quegli ematomi, che in talune circostanze l’avevano condotta in ospedale, in realtà non erano riconducibili a cadute accidentali».

Se l’inferno esiste davvero, quello in cui per anni ha vissuto la moglie del 70enne mesagnese è una delle cose che più gli assomigliano. Il marito, sempre pronto alla collera e alla violenza, in un frangente le ha causato la rottura del femore. Per ridurre quella frattura, che rischiava di renderla invalida per il resto della sua esistenza, la donna si è dovuta sottoporre ad intervento chirurgico. L’elenco delle lesioni che il 70enne ha causato alla moglie nel corso degli anni contempera la frattura di una vertebra (prognosi di 40 giorni, lungo ricovero in ospedale), vistosi lividi su ogni parte del corpo, un bernoccolo in fronte, un taglio sul mento.

I familiari della donna, pur frequentando di continuo la casa della loro congiunta, solo negli ultimi tempi si sono accorti di quei traumi. Sono stati loro a “correre” dalla Polizia per denunciare l’inferno in cui viveva la donna. Il resto lo hanno fatto il vice questore Rosalba Cotardo e il suo team di investigatori. Ricevuta la denuncia dei familiari della donna, i poliziotti si sono letteralmente tuffati nell’indagine e, man mano che hanno acquisito riscontri alla denuncia, ricomponendo tessera dopo tessera il mosaico di una vita di violenze e angherie subite dal marito, hanno spinto il piede sull’acceleratore per chiudere il prima possibile l’inchiesta e mettere la vittima al sicuro. Il pm, letta l’informativa della Polizia, ha chiesto e ottenuto dal gip l’emissione di un provvedimento cautelare a carico del 70enne mesagnese.

Da ieri la vittima di tanta violenza, peraltro del tutto “gratuita”, si trova in una struttura protetta. Il marito-aguzzino non potrà avvicinarsi a lei. Se lo farà violerà l’ordine del giudice e questo potrebbe costargli davvero caro.

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