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Martedì 22 Agosto 2017 | 18:54

Savelletri

Caos «dehor», verso altri
sequestri della Procura

Caos «dehor», dopo le relazioni  si va verso altri sette sequestri

FASANO - Caos «dehor»: il giorno dopo i sequestri dei gazebo, ubicati all’esterno di ristoranti, pizzerie e bar, da parte dei vigili urbani in città non si è parlato d’altro. Le ricadute che il sequestro dei «dehor» può avere sull’occupazione e, più in generale, sull’economia della città preoccupano tutti, amministratori compresi.

Ieri non ci sono stati altri sequestri di strutture, ma questo non significa che i vigili urbani abbiano ultimato di apporre i sigilli a quelle ubicate all’esterno dei pubblici esercizi siti nel centro cittadino e nelle frazioni.

La giornata di “pausa” è servita agli uomini del maggiore Fernando Virgilio per completare la redazione degli atti relativi ai sequestri operati l’altro ieri. Ogni operazione di sequestro comporta, infatti, un notevole lavoro burocratico.

Oggi gli uomini della Municipale dovrebbero tornare all’opera: stando a quello che è stato possibile sapere, sono in programma i sequestri di altri sette «dehor». Apposti i sigilli a questi gazebo, praticamente tutti i «dehor» realizzati dopo il 2012, anno in cui è entrato in vigore il regolamento comunale che disciplina la materia, saranno stati posti sotto sequestro.

Al momento si tratta di sequestri senza facoltà d’uso da parte dei proprietari delle strutture. Questo significa che, in piena stagione turistica, i ristoratori, da un momento all’altro, non potranno più contare sui posti a sedere realizzati all’interno dei gazebo. Per l’economia di Savelletri, in particolare, e di Fasano in generale, è una mazzata di quelle che potrebbero rivelarsi letale. Proprio partendo da questa considerazione, che è scontata, a Palazzo di città il sindaco e i suoi collaboratori stanno cercando, combattendo una vera e propria lotta contro il tempo, di individuare una possibile via d’uscita da questa situazione. Il Comune, ad onor del vero, al momento può fare poco: la “palla” è in mano alla magistratura. La Procura, ma anche il gip del Tribunale di Brindisi, sono dell’idea che il regolamento, adottato dal Consiglio comunale di Fasano cinque anni fa per disciplinare l’installazione dei «dehor», sia “fuori legge”.

In estrema sintesi, il regolamento prevede che per la realizzazione di un «dehor» sia sufficiente avere titolo per occupare il suolo pubblico. Lo stesso regolamento, partendo dall’assunto che si tratta di strutture precarie e che, per loro stessa natura, devono essere smontabili e facilmente rimovibili, statuisce per la realizzazione di un «dehor» non è necessaria nessuna autorizzazione edilizia. Non la pensano allo stesso modo i vigili urbani di Fasano, la Procura della Repubblica e il gip del Tribunale di Brindisi. Di qui la convalida, chiesta e ottenuta dal gip Tea Verderosa da parte del sostituto procuratore della Repubblica Luca Miceli, del gazebo realizzato all’esterno del ristorante di Savelletri. Un sequestro che ha poi avuto effetto domino; a seguire sono stati o stanno per essere sequestrati tutti i «dehor» impianti nel Fasanese.

m. mong.

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