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Mercoledì 13 Dicembre 2017 | 16:09

Arrestati e poi liberati

Villanova, ristoratori
non pagava la bolletta Enel

Villanova, ristoratorinon pagava la bolletta Enel

MIMMO MONGELLI

Mandavano avanti il loro ristorante, ubicato a Villanova, borgo marinaro di Ostuni, non pagando all’Enel l’energia elettrica che consumavano. Il ristoratore, al pari di tanti altri brindisini, aveva trovato il modo di azzerare il conto dell’Enel e, di conseguenza, ridurre i costi d’esercizio della propria attività. Per un bel po’ di tempo tutto è filato liscio. L’altro giorno sono arrivati i carabinieri della stazione di Ostuni e hanno scoperto il sistema truffaldino.

Il ristoratore ostunese – L. S., 65 anni – è finito agli arresti domiciliari. Stesso destino è toccato al legale rappresentante – C.G., 48 anni, ostunese – della società che gestisce il pubblico esercizio. Stando ad una prima stima effettuata dai tecnici dell’Enel, grazie all’allaccio abusivo che aveva realizzato il ristoratore era riuscito nel corso del tempo a “rubare” un bel po’ di energia: il danno causato alla società elettrica ammonta a circa 40mila euro. Si tratta di un bel po’ di soldi. Il sistema attraverso il quale il ristoratore era riuscito ad azzerare la bolletta dell’Enel era ingegnoso: si era fatto modificare il contatore dell’Enel in modo tale che l’apparecchio registrasse una minima percentuale (l’8 per cento) dei consumi effettivi. In questo modo l’esercente riusciva ad avere l’energia che gli era necessaria per mandare avanti il suo ristorante ma evitava di pagare il conto alla società elettrica.

Con ogni probabilità, trattandosi di un impianto ad elevato assorbimento di energia, la manomissione del contatore era stata realizzato da un elettricista compiacente. Se non fosse stato per l’intervento dei carabinieri della stazione di Ostuni che, così come i militari dell’Arma di tutti gli altri comuni del Brindisino, da tempo hanno avviato una vera e propria “crociata” per stanare i furbetti dell’energia elettrica, la sottrazione di corrente sarebbe andata avanti all’infinito. Chi non paga il conto dell’Enel, oltre a provocare un danno alla società elettrica, esercita una forma di concorrenza sleale. Abbassando i costi di gestione della propria azienda, i furbetti dell’energia elettrica riescono a praticare prezzi al pubblico più bassi dei loro colleghi onesti.

I due sottoposti a provvedimento restrittivo, difesi dall’avv. De Stradis, poche ore dopo l’accaduto sono tornati in libertà, non avendo lo stesso pubblico ministero ritenuto che ci fossero da adottare provvedimenti cautelari nei loro confronti. Proseguono, invece, le indagini dei Carabinieri tese ad identificare l’«artigiano» che ha in ogni caso taroccato il contatore.

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