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Martedì 22 Agosto 2017 | 03:27

si richia la paralisi

Petrolchimico di Brindisi
In sciopero da 10 giorni
Oggi le risposte sul futuro

Prosegue il muro contro muro per la vertenza «Coemi»

sciopero petrolchimico brindisi

BRINDISI - Decimo giorno di sciopero dei metalmeccanici e terzo consecutivo da parte di tutti i lavoratori dell’indotto, con il rischio sempre più concreto di una paralisi del Petrolchimico. Il muro contro muro iniziato con le aziende per la vertenza dei lavoratori «Coemi», ormai diventata simbolo di una protesta per reagire alla politica di tagli ad oltranza ad ogni cambio d’appalto nelle grandi imprese, non accenna a placarsi, anzi.

Quella di oggi sarà una giornata cruciale per comprendere se la protesta potrà ridimensionarsi o se salirà ancora di livello. È attesa in giornata, infatti, la risposta delle aziende al prefetto Annunziato Vardè per l’individuazione di una soluzione per evitare i 15 licenziamenti (su 27 dipendenti) che si profilano dopo la perdita dell’appalto da parte della Coemi - impegnata nelle manutenzioni elettrostrumentali nel Petrolchimico - da «Ts impianti srl» e «Impes Service spa».

Dopo settimane di trattative la Ts impianti assumerebbe 6 persone due a tempo indeterminato e 4 a tempo determinato e per un mese, la Impes Service invece ne assumerebbe 3 a tempo indeterminato. Due dei lavoratori intanto si sono dimessi. E su questa condizione c’è attualmente una fase di stallo, nonostante mesi di trattative. L’ultima «fumata nera» è arrivata dopo il vertice di lunedì in prefettura tra Versalis, Enipower, Ts Impianti e Impes Service accompagnati dai rappresentanti di Confindustria ed Autorità di governo che ha chiesto di vagliare ulteriori soluzioni per impedire i licenziamenti. Dopo l’esito dell’ultimo confronto - preceduto da una settimana di sciopero dei metalmeccanici aderenti a Fim, Fiom e Uilm -, da lunedì è le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil hanno indetto lo sciopero di tutte le categorie dell’indotto a cui da tre giorni prendono parte, in blocco, tutti i lavoratori delle aziende dell’indotto, consapevoli che questa politica dei tagli riguarda tutti loro, non solo i 27 della «Coemi». [A.P.]

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