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Venerdì 18 Agosto 2017 | 16:40

«nodo» rifiuti

Comune ed Ecologica
è guerra su tutti i fronti

Nuove nubi sul servizio di raccolta dopo la bocciatura di Falzarano

Comune ed Ecologica è guerra su tutti i fronti

di Pierluigi Potì

Tra Comune ed Ecologica Pugliese è ormai guerra senza esclusione di colpi, all’insegna delle carte bollate e in assenza di ogni minimo margine di confronto e discussione.

Il servizio di raccolta dei rifiuti, dunque, è sempre più nel caos, specie dopo l’ennesimo colpo di scena in relazione alla gara-ponte indetta nei mesi scorsi dall’Amministrazione e finalizzata a reperire un’azienda in grado di “traghettare” la gestione dell’attività nelle more dell’espletamento della maxi-gara decennale dell’Aro. Come riportato nell’edizione di ieri, il Comune ha infatti deciso di revocare l’aggiudicazione dell’appalto ad Ecologica Falzarano. In realtà, si è trattato di un passo obbligato, vista l’attestazione - tramite il “Durc” - circa la non regolarità dei pagamenti dei contributi ad opera di quest’ultima azienda nei confronti dell’Inps. Il tutto per un importo pari ad oltre quattro milioni di euro, con conseguente trattenuta da parte del Comune della cauzione provvisoria a suo tempo versata da Ecologica Falzarano e con la segnalazione dell’accaduto all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

A questo punto, a Palazzo di Città ci si ritrova davanti ad un bivio: ritentare la strada della gara-ponte (con il rischio di “beccare” un’altra azienda con problemi sotto il profilo del versamento dei contributi previdenziali), oppure lasciare che il servizio resti nelle mani di Ecologica Pugliese sino all’espletamento della maxi-gara. Un rebus difficile da risolvere, anche e soprattutto per i rapporti non certo idilliaci che da sempre intrattengono il Comune e l’attuale azienda affidataria del servizio. Rapporti diventati ancora più tesi dopo la recente sentenza del Tar di Lecce che ha accolto il ricorso di Ecologica, ordinando al Comune di pagare la somma di denaro trattenuta mese per mese a titolo di penale per assunti inadempimenti. In particolare, l’Ente è stato condannato a versare la somma di 600mila euro (la restante parte - un milione e 400mila euro circa - sarà oggetto di discussione e conseguente decisione da parte dello stesso organo giudicante nei prossimi giorni) ma al momento ha risposto picche, preannunciando l’intenzione di impugnare il provvedimento del Tar dinanzi al Consiglio di Stato.

Sembra, insomma, di stare in un vicolo cieco, laddove Ecologica Pugliese sembra protesa a proseguire il servizio a condizione che il Comune paghi quanto ordinato dai giudici, mentre l’Ente da canto suo non intende uscire un euro ma ha comunque la necessità che la raccolta non si fermi.

Intanto, però, a pagare dazio per il “braccio di ferro” in atto è l’utenza. I cittadini sono esasperati per una serie di disservizi che rendono difficile il conferimento dei rifiuti. In primis, l’impossibilità di contattare l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti: da giorni, al numero telefonico pre-indicato non risponde nessuno e, dopo il messaggio della segreteria che invita a lasciare generalità e telefono per essere ricontattati, una voce registrata annuncia che non c’è più spazio per avanzare specifiche richieste. In conseguenza di ciò, molti cittadini si sentono quasi obbligati a lasciare elettrodomestici, mobili e quant’altro per strada, costringendo il Comune ad un esborso maggiore per la rimozione di riifuti abbandonati.

In più, da diverse settimane, ormai, risulta chiuso il locale adibito alla distribuzione dei sacchetti per la carta e la plastica. Un motivo in più per non differenziare i riifuti.

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