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Martedì 12 Dicembre 2017 | 09:34

Ostuni

Ecco la «Passione»
nel borgo antico

Un evento promosso dall'Associazione culturale «Terra» che coinvolge tutti

 Ecco la «Passione»   nel borgo antico

di Aldo Guagliani

OSTUNI - «Passioni» sulle orme della tradizione ripercorrendo le stazioni della «Via Crucis» (dal vivo), sarà di scena domani, domenica delle Palme in apertura della Settimana Santa. L’ evento, alla terza edizione, è diventato un’attrazione turistico-culturale di grande rilevanza con l’originalità di portare la rappresentazione teatrale delle ultime ore di vita di Gesù Cristo, tra la gente che partecipa all’evento itinerante.

In periodo pasquale è usuale vedere che in decine di centri italiani, si organizzano eventi sacri e rappresentazioni sulla «Passione» ma quella che viene posta in scena nella «Città bianca», ha la sua unicità sia nello scenario che nella rievocazione del Vangelo. A quella che è la tradizione storico-religiosa e di fede della Processione dei Misteri del Venerdì santo, un gruppo di giovani ha unito un altro avvenimento teatrale diffuso che, sin dalla sua prima rappresentazione, ha riscosso un grande successo e ha riavvicinato la gente a questo momento doloroso di Gesù detto il Cristo.

Momenti scenico-teatrali intensi che iniziano con l’Ultima cena e che si sviluppano in vari quadri raffigurativi viventi nelle varie zone del rione antico, viuzze, piazze, scalinate sino alla crocifissione che avvezza sotto la cinta muraria.

La «Passione» unisce la devozione popolare alla rappresentazione teatrale col coinvolgimento della comunità locale non solo per la partecipazione dei figuranti ma anche per la raccolta di fondi per finanziare le varie spese vive per l’allestimento dello spettacolo scenico che è patrocinato dal Comune e sostenuto da diversi sponsor. Una kermesse in cui la comunità è protagonista, si ritrova, è coinvolta attivamente: dalla raccolta fondi per le scenografie, i manifesti e le fasi logistiche fino alla fornitura delle più disparate professionalità.

A cura dell’Associazione culturale «Terra», presieduta dall’avv. Fabrizio Monopoli, 100 fra attori, comparse, figuranti e tecnici che costruiscono la rappresentazione con l'ausilio di tutta la popolazione, daranno vita all’evento scenico diffuso nel centro storico ostunese sotto la cura e la regia di Giuseppe Convertini e la consulenza del prof. Massimo Guastella dell’Università del Salento; «Ostuni Notizie» media partner dell’evento e sui profili social ufficiali della manifestazione.

«Passione» si sviluppa e si svolge per strada, nei vari punti del rione antico, tra la gente che fa ala al passaggio del corteo itinerante. «Qui la fede religiosa non è determinante come invece lo è la voglia di ritrovarsi e fare comunità - dicono dall'associazione - La nostra intenzione era quella di creare il primo evento di comunità. Dal primo anno abbiamo deciso di coinvolgere le decine di associazioni culturali e gruppi parrocchiali che animano Ostuni per lanciare una proposta che unisse davvero la città attraverso la rappresentazione di questa storia che ha segnato un modo di stare al mondo».

Dopo il grande successo delle due precedenti edizioni teatrali, quest’anno il ruolo di messa in scena è stata assegnata a Giuseppe Convertini, regista e scenografo di Carovigno con anni di esperienza teatrale, cinematografica e televisiva in Rai e Mediaset (unico artista professionista coinvolto nella rappresentazione).

Ogni direttore artistico sceglie un motto, che definisce il suo progetto di «Passione» e quest’anno Convertini ha scelto: «Verità e amore». «Questa è indubbiamente la più grande storia d’amore mai raccontata – ha detto il regista - che però ci lascia una domanda, simile a quella che Pilato, nel vangelo di Matteo, fa a Gesù: che cos’è la verità?. Una domanda che però è nella vita stessa del Nazareno portatore di verità, che si potrebbe attualizzare in questi termini: fa più paura un assassino o chi dice la verità?».

Bisogna assistere, camminare per vedere la rappresentazione diffusa nelle viuzze, larghi, piazzette e sulle rocce (sotto la cinta muraria del rione antico) per giudicare e credere.

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